Il patto Fincantieri-Navantia parte dal cacciatorpediniere

La Spezia - Si sviluppa velocemente la cooperazione tra Italia e Spagna, ovvero tra Fincantieri e Navantia, aziende leader nei rispettivi Paesi per la cantieristica navale della difesa, dopo l’accordo siglato due settimane fa. Uno scenario importante per Fincantieri anche nel contesto della vendita di Oto Melara e Wass da parte di Leonardo

di Mariano Alberto Vignali

La Spezia - Si sviluppa velocemente la cooperazione tra Italia e Spagna, ovvero tra Fincantieri e Navantia, aziende leader nei rispettivi Paesi per la cantieristica navale della difesa, dopo l’accordo siglato due settimane fa. Uno scenario importante per Fincantieri anche nel contesto della vendita di Oto Melara e Wass da parte di Leonardo. La novità arriva per bocca dello stesso presidente di Navantia, Ricardo Domínguez, che ha annunciato una trattativa tra il costruttore spagnolo e Fincantieri per partecipare al progetto italiano del cacciatorpediniere Ddx. Si tratta di un programma lanciato da Fincantieri per sviluppare una nuova classe di navi per la Marina italiana.

L’accordo in fase di definizione tra le due aziende è una delle modalità di collaborazione incluse nel protocollo d’intesa firmato in occasione della seconda edizione della Fiera internazionale della difesa e della sicurezza (Feindef) tenutasi a Madrid. Il testo prevede anche una più stretta collaborazione in altri progetti come la corvetta europea che oggi vede in squadra anche Francia e Grecia, con il Portogallo come osservatore interessato: «L’accordo si basa su una premessa: nel momento in cui ci troviamo, dobbiamo collaborare, è essenziale in Europa - spiega Domínguez -. Il memorandum con Fincantieri fa parte di quell’alleanza che guarda ai progetti europei: la European Patrol Corvette e la Essential Elements of European Escort (programma per sviluppare sistemi e apparati per le future unità di superficie da combattimento ndr), ma anche a progetti di certe dimensioni come il cacciatorpediniere che Fincantieri intende realizzare e che poche aziende hanno la capacità di sviluppare». L’accordo e la novità della collaborazione sui nuovi cacciatorpediniere sono un importante scenario per il futuro industriale ligure, sia per Fincantieri che per Leonardo (con Oto Melara) e Mbda: oltre alle navi, che ognuno si costruirebbe in casa (per l’Italia, a Riva Trigoso-Muggiano), i sistemi di bordo sarebbero in gran parte italiani anche per gli spagnoli. In caso di acquisizione di Oto Melara così come di Wass, da parte di Fincantieri l’azienda avrebbe ancor più peso nello scenario internazionale in corso di definizione per i nuovi programmi navali europei.

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