Oto Melara, Rheinmetall prepara la strategia e studia un patto con Fincantieri sul militare

Rheinmetall è pronta ad acquisire da Leonardo il 49% di Oto Melara e Wass, con opzione per un ulteriore 2%. L’idea è quella di continuare a produrre alla Spezia: interessano infatti le potenzialità dello stabilimento

Un laboratorio Oto Melara

di Alberto M. Vignali

La Spezia – Lo stabilimento Oto Melara della Spezia (e con lui la Wass di Livorno) è ancora al centro dell’interesse di mercato. La mossa arriva dalla tedesca Rheinmetall attraverso la sede italiana.

Dopo l’apertura dell’ad di Leonardo Alessandro Profumo anche ad accordi che non prevedano la semplice cessione, si sono attivate nuove rotte. L’obiettivo è quello prendere lo stabilimento e i prodotti esclusivi dell’azienda spezzina. Tra questi il più ambito è il munizionamento a lungo raggio Vulcano, un proiettile di artiglieria avanzato che arriva, con maggiore precisione più lontano di quelli prodotti dai concorrenti. Nato come munizionamento navale oggi è certificato anche per l’artiglieria terrestre, in particolare per gli obici semoventi. Il prodotto alla luce degli investimenti internazionali, ha un sicuro futuro commerciale.

Solo l’Italia ne aveva già disposto, prima della guerra, un acquisto per 139,05 milioni di euro. Ma un pacchetto d’ordini importante potrebbe arrivare dalla Germania. L’interesse palesato da Rheinmetall, chiarito negli ultimi giorni dalla posizione espressa da Armin Papperger, amministratore delegato del colosso della difesa tedesco, è però molto più complesso. Rheinmetall è infatti pronta a prendere da Leonardo il 49% di Oto Melara e Wass, con opzione per un ulteriore 2%. L’idea è quella di continuare a produrre alla Spezia: interessano infatti le potenzialità dello stabilimento.

Oto Melara potrebbe essere anche il trampolino per un nuovo ruolo dei tedeschi in Italia. L’azienda vuole entrare nella partita del rinnovamento dell’Esercito italiano, anche alla luce della decisione di aumentare la spesa militare, e sarebbe interessata a fornire nuovi veicoli da combattimento corazzato, come i loro modelli Lynx. E poi Rheinmetall si propone di essere il “ponte” per far partecipare l’Italia al programma del futuro carro armato pesante europeo. L’offerta di Fincantieri per Oto Melara e Wass includeva, in maniera informale Rheinmetall, come raccontano le fonti di settore, perché Fincantieri aveva bisogno di un partner terrestre. Rheinmetall e Fincantieri sono molto legate per la cantieristica navale di Thyssenkrupp. —

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