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Fincantieri, cresce il peso militare. Stop all’operazione su Oto Melara

Genova - Il puzzle si sta componendo. E i numeri presentati ieri agli analisti, proprio come previsto, stanno rafforzando il tandem che guida da tempo Fincantieri. Così oggi la posizione di Giuseppe Bono e Giampiero Massolo è di grande forza nel circo del rinnovo delle nomine

Simone Gallotti
2 minuti di lettura

Genova - Il puzzle si sta componendo. E i numeri presentati ieri agli analisti, proprio come previsto, stanno rafforzando il tandem che guida da tempo Fincantieri. Così oggi la posizione di Giuseppe Bono e Giampiero Massolo è di grande forza nel circo del rinnovo delle nomine che il governo sta per far partire. E l’ipotesi di un altro triennio al timone adesso prende piede anche nelle stanze di Palazzo Chigi. Certo rimane in piedi il piano B: Bono presidente con deleghe pesanti e il fidato Fabio Gallia nel ruolo di amministratore delegato. A quel punto per Massolo si spalancherebbero le porte della presidenza di Atlantia. Ma le condizioni sono mutate, rispetto a quando questo scenario era stato elaborato: il boom e i prezzi delle materie prime e la guerra in Ucraina hanno creato un clima di urgenza che richiede di correre, almeno così la pensa un pezzo del governo, meno rischi possibili nella conduzione di un business strategico per il Paese.

Perché Fincantieri non costruisce solo navi da crociera, ma è uno dei player europei della difesa. Ecco perché lasciare in mani nuove e in questa situazione delicata, potrebbe rivelarsi un azzardo, o almeno così ragionano dalle parti di Palazzo Chigi dove nelle ultime ore si sarebbe discusso, anche solo accademicamente, di una proroga a tempo degli attuali vertici, ma poi l’ipotesi non pare praticabile. E sulle barricate, per dare maggiore forza alla conservazione del tandem (Bono guida da 20 anni il colosso della navalmeccanica) ci sono anche i sindacati: "Fincantieri ha registrato risultati da primato, merita la riconferma l'attuale dirigenza" spiega Antonio Apa, segretario generale della Uilm di Genova. Ma le pressioni arrivano anche dalla Cisl: "In un momento così difficile i risultati di bilancio sono un’ autentica boccata di ossigeno e di soddisfazione per il sindacato e i lavoratori", spiega la segreteria Fim Cisl della Liguria.

Oto Melara e crociere Fincantieri ha intenzione di espandere la propria attività nel settore della difesa, ma per ora la campagna acquisti è interrotta. Giuseppe Dado, il direttore finanziario di Fincantieri, ha spiegato che la divisione navale del gruppo è destinata a crescere nel breve termine grazie al portafoglio ordini già assicurato. A lungo termine l'attività che produce navi militari potrebbe salire di peso sino al 40% dell'attività delle costruzioni navali, dall'attuale cifra del 31%. Rimane sospeso il capitolo Oto Melara: l'anno scorso Fincantieri aveva presentato un'offerta non vincolante per l'acquisto di Oto Melara e Wass da Leonardo. Allo stesso tempo il costruttore navale ha anche preso in considerazione l'acquisto dell'attività sottomarina di ThyssenKrupp in collaborazione con la tedesca Rheinmetall, ma "nello scenario attuale tutto è sospeso" ha detto il direttore generale del gruppo, Fabio Gallia, rispondendo alle domande degli analisti.

Il futuro del gruppo comunque sembra virare sempre in positivo: se non ci saranno nuovi fattori geopolitici destabilizzanti, è previsto il pieno recupero del comparto crociere nel 2023 con numero di passeggeri superiore a cifre pre-pandemiche: 30 milioni. E anche questo elemento rientra nel gioco delle nomine: "I nostri investimenti stanno portando frutti, creando ulteriore efficienza produttiva e ottimizzazione dei costi. La nostra è stata una strategia di successo" ha detto Bono. Le valutazioni che dovrà fare la Cassa Depositi e Prestiti (che controlla il 71% di Fincantieri) entro marzo per formulare la lista di consiglieri dalla quale estrapolare le cariche, difficilmente non potranno tenere in considerazione questi numeri. Poi sarà l'assemblea - tra 27 aprile e 20 maggio - a scegliere e formalizzare.

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