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Ma sulla scelta di Draghi ora il governo si spacca / LE REAZIONI

Genova - Per molti è stato un colpo inaspettato. Perché pensavano che anche questa volta il “grande vecchio” ce l’avrebbe fatta. E invece, raccontano, nonostante il pressing che avrebbe coinvolto anche il Colle, Giuseppe Bono è stato accompagnato alla porta

Si. Gal.
2 minuti di lettura

Genova - Per molti è stato un colpo inaspettato. Perché pensavano che anche questa volta il “grande vecchio” ce l’avrebbe fatta. E invece, raccontano, nonostante il pressing che avrebbe coinvolto anche il Colle, Giuseppe Bono è stato accompagnato alla porta. L’operazione portata a termine da Cdp, che di Fincantieri è il maggiore azionista con oltre il 70% delle quote ed è quotata in Borsa, non è però a costo zero. Almeno politicamente, e il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha fatto emergere il proprio disappunto per la mancata riconferma di Bono e la preoccupazione per i contraccolpi che potrebbero interessare l’azienda in questa delicata fase di passaggio. Il messaggio è forte: a dirlo è uno dei principali esponenti dello stesso governo che ha sostituito Bono e uno tra i principali vertici politici del Partito Democratico.

Significa, fanno notare altre fonti politiche, che la nomina non è stata concordata con i partiti, ma è partita da Palazzo Chigi, avallando così la narrazione che la decisione sia partita da Antonio Funiciello, potente capo di gabinetto della presidenza del Consiglio. Orlando è duro, ma anche il resto della politica, compresa la maggioranza, non si spella le mani per la decisione. Matteo Salvini è cauto sui nuovi vertici: "Giuseppe Bono si è dimostrato un ottimo manager che, da amministratore delegato di Fincantieri, ha valorizzato l'azienda tanto da farla diventare un punto di riferimento internazionale. Per questo lo ringraziamo, augurandoci che chi raccoglierà il testimone saprà ottenere gli stessi straordinari risultati", ha detto il leader della Lega. Un altro esponente del governo, il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, sottolinea le qualità del manager uscente: "Vent'anni alla guida di quella che ha contribuito a far diventare la prima realtà al mondo nel settore della cantieristica navale. Un grazie a Giuseppe Bono, un uomo al servizio dello Stato".

Il mal di pancia è strisciante anche sul fronte delle nomine e una fonte parlamentare fa notare "ormai il governo fa tutto da solo". E che il clima non sia sereno lo conferma lo scarso entusiasmo che accoglie i nuovi vertici di Fincantieri. Persino Stefano Fassina, deputato di Leu, preferisce ringraziare "Giuseppe Bono amministratore delegato uscente di Fincantieri. Un grande manager e, insieme, un civil servant di prima qualità. Attraverso la sua guida per 20 anni, l'azienda pubblica è diventata un'eccellenza mondiale. Speriamo che la rotta tracciata con tanta fatica venga portata avanti da chi gli succede". Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera, è tra i pochi ad accorgersi che stanno per arrivare nuovi vertici in Fincantieri: "Auguriamo buon lavoro a Graziano e Folgieri che assumono la guida Fincantieri, ricevendo una società strategica valorizzata dal lavoro di Bono, che ha superato momenti di crisi e rilanciato il gruppo cantieristico lasciando un'importante eredità di commesse. La reputazione internazionale e le competenze del generale Graziano sono garanzia che, assieme al nuovo board, Fincantieri rimarrà in mani salde e istituzionali".

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