Terrile su Ente Bacini: "Nessuna incompatibilità, correrò: scelta in sintonia con Dello Strologo e Pd" / INTERVISTA

Alessandro Terrile dice che "non ci sono incompatibilità a norma di legge". E che "non ci sono differenze tra il suo nuovo incarico in porto e altri che ci sono stati in questi anni" nella sua quasi ventennale attività di avvocato rispetto al ruolo che ricopre in politica

di Matteo Dell'Antico

Genova - Alessandro Terrile dice che "non ci sono incompatibilità a norma di legge". E che "non ci sono differenze tra il suo nuovo incarico in porto e altri che ci sono stati in questi anni" nella sua quasi ventennale attività di avvocato rispetto al ruolo che ricopre in politica. Eppure, la recente nomina del capogruppo uscente del Partito Democratico nel Consiglio comunale di Genova a nuovo amministratore delegato di Ente Bacini, la società che gestisce i bacini di carenaggio nello scalo del capoluogo ligure, ha scatenato non poche polemiche: accuse arrivate dagli avversari politici, mal di pancia interni al Pd e critiche dagli alleati politici per la corsa a Palazzo Tursi in vista delle elezioni di giugno.

Terrile, lei sarà ancora candidato alle prossime comunali. Quindi nessun ripensamento o passo indietro?
"Ho la fiducia del mio partito e vado avanti per la mia strada senza fare passi indietro. Detto questo, la legge è molto chiara: il mio ruolo all’interno della società Ente Bacini non presenta alcune criticità rispetto a quanto ho fatto in Comune sino ad ora e spero di poter continuare a fare. Le norme sono molto chiare, non ci possono essere interpretazioni di alcun tipo".

Ariel Dello Strologo è il vostro candidato sindaco. Proprio lui ha detto che era contrario al suo nuovo incarico. E critiche sono arrivate pure dai vostri alleati: Lista Sansa e Linea Condivisa.
"Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho parlato a lungo con Ariel. Ci siamo chiariti e c’è piena condivisione su tutto. Siamo in sintonia come lo sono con i vertici del mio partito e farò di tutto, con il massimo impegno, per sostenere quello che è il nostro candidato sindaco che spero molto presto possa dare un volto nuovo alla città di Genova".

Il governatore Giovanni Toti ha detto che la sua candidatura, dopo il suo nuovo incarico in Ente Bacini, è inopportuna. E sindaco Marco Bucci ha riferito: 'Non ne sapevo nulla, voglio vedere se si candida, ora'. Lei cosa risponde?
"Capisco tutto, capisco la rivalità politica e pure il fatto che alcuni abbiano sempre e solo voglia di fare polemica. Tutto ciò premesso, fossi nei panni di Toti e dell’attuale sindaco mi concentrerei sul concreto rischio di ineleggibilità da parte di Bucci per via del fatto che è stato confermato Commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera. Mi risulta che ci siano già stati dei tentativi parlamentari per modificare la legge, ma non sono riusciti perché posti in contesti non idonei. In questo caso sì, la legge è molto chiara e Bucci non può fare il sindaco".

Ente Bacini è una società quasi interamente partecipate dall’Autorità di sistema portuale. La sua nomina è stata fatta da Paolo Emilio Signorini, presidente dei porti di Genova e Savona. Perchè ha scelto proprio lei?
"Negli ultimi anni, lo dico prima che possa uscire da altri visto che non ci sono misteri, ho svolto attività di consulenza come avvocato per la società Ente Bacini e credo di essere stato apprezzato come professionista. Detto questo, credo che Signorini abbia scelto il sottoscritto perché in questo modo vuole anche dimostrare la sua autonomia soprattutto rispetto a quella parte politica e quei partiti che hanno la maggioranza sia in Comune che in Regione".

Di recente ci sono stati diversi tentativi, poi andati a vuoto, di privatizzare i bacini di carenaggio. Lei quale futuro vede per le riparazioni navali in città?
"Il controllo deve senza dubbio restare pubblico con Palazzo San Giorgio come azionista di maggioranza. Le aree devono essere messe a disposizione delle aziende come è stato fatto fino a questo momento. Il settore ha grandi margini di crescita ma servono nuovi investimenti. Sarà certamente un lavoro stimolante".

Però dovrà smettere, per legge, di fare l’avvocato. E avrà il tempo per fare anche politica?
"Mi devo temporaneamente cancellare dall’albo degli avvocati. Sul resto, invece, forse avrò meno tempo per fare campagna elettorale ma il mio impegno sarò sempre lo stesso qualora venissi rieletto. Sotto questo aspetto gli unici che potrebbero lamentarsi sono i miei famigliari"-

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