Grand Bahama Shipyard si riprende il monopolio delle riparazioni ai Caraibi

La società cinese Beihai Shipbuilding, divisione della China State Shipbuilding Corporation (Cssc), ha ricevuto l'ordine per la costruzione di due bacini di carenaggio galleggianti, per ripristinare ed espandere le capacità di riparazione del Grand Bahama Shipyard

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - La società cinese Beihai Shipbuilding, divisione della China State Shipbuilding Corporation (Cssc), ha ricevuto l'ordine per la costruzione di due bacini di carenaggio galleggianti che verranno utilizzati per ripristinare ed espandere le capacità di riparazione del Grand Bahama Shipyard di Freeport (Bahamas). Uno dei due sarà il più grande bacino di carenaggio galleggiante dell'emisfero occidentale, dando al cantiere la possibilità di operare sulle più grandi navi da crociera del mondo. L'ordine, che è stato emesso congiuntamente dalla Carnival Corporation e dela gruppo Royal Caribbean come i due principali azionisti del cantiere navale, prevede la costruzione di un bacino galleggiante da 125 mila tonnellate di capacità di sollevamento e un secondo da 93.500 tonnellate. L'inizio dei lavori nel cantiere navale di Qingdao in Cina è previsto per giugno di quest'anno con la consegna nel 2024.

Il governo delle Bahamas e Carnival Corporation hanno confermato quasi un anno fa i piani per il cantiere. Il primo ministro bahamense, Philip Davis, ha riferito che le due compagnie crocieristiche avrebbero investito 350 milioni di dollari nel potenziamento degli impianti del cantiere. Carnival e Royal, che possiedono ciascuna il 40% del cantiere, hanno sviluppato il Grand Bahama Shipyard in risposta al desiderio del settore di avere a disposizione un cantiere navale vicino ai principali porti di imabrco e sbarco crocieristici della Florida. Questo sito ha iniziato l’attività nel 2000 con un bacino di carenaggio in grado di sollevare navi fino a 27 mila tonnellate di dislocamento. In seguito è stato acquisito un secondo bacino nel 2001 in grado di sollevare navi fino a 50 mila tonnellate di dislocamento; infine nel 2009, per restare al passo con il gigantismo navale, è stato messo in opera un terzo bacino con capacità di sollevamento fino a circa 82.500 tonnellate di dislocamento, comunque insufficienti per operare in piena sicurezza sulle navi di classe “Oasis”.

Nell'aprile del 2019 il bacino più grande è stato danneggiato in un incidente, mentre si stava effettuando un sollevamento parziale della "Oasis of the Seas"; a causa del peso eccessivo della nave il bacino ha ceduto e una delle gru si è ribaltata colpendo la nave da crociera di Royal Caribbean International. Con questo impianto fuori servizio, le compagnie crocieristiche sono state costrette a inviare le loro grandi navi in Europa per essere messe a secco. Questo però ha comportato un aggravio dei costi dovuti a lunghi tempi per il riposizionamento delle navi. Nel luglio del 2019 Carnival Cruise Line, per aggirare questo ostacolo, ha noleggiato una nave semisommergibile per carichi pesanti da Boskalis. Questa è stata posizionata a Freeport per sollevare la "Carnival Vista" in modo che le maestranze del Grand Bahama Shipyard potessero completare una riparazione non programmata ai suoi azipod.

Delle vicissitudini di questo cantiere ne hanno approfittato soprattutto i cantieri europei di Cadice, Marsiglia e Brest, dotati di bacini di carenaggio in muratura tra i più grandi al mondo. Ovviamente non saranno felici di questo potenziamento del cantiere di Freeport che porterà via la maggior parte dei lavori sulle navi che operano principalmente ai Caraibi. Il Gran Bahama Shipyard invece tornerà ad avere il monopolio delle riparazioni di navi da crociera operanti nella zona. Almeno fino al 2027, quando dovrebbe aprire un nuovo cantiere di riparazioni navali nello Yucatan (Messico), alla cui costruzione parteciperà anche Fincantieri che dovrebbe poi avere la concessione quarantennale del sito. Dovrebbero venir realizzati due bacini di carenaggio in muratura per navi fino a 400 metri, impianti molto più avanzati di quelli di Freeport.

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