Rinnovo della flotta militare: Fincantieri tenta la Grecia

La Marina greca ha urgenza di ricostruire la propria flotta, con il benestare degli Stati Uniti - che forniranno anche un aiuto - e della Nato, senza dover aspettare i tempi lunghi della realizzazione del super programma delle corvette europee, dove peraltro l’Italia è capofila

di Mariano Alberto Vignali

Genova - La Marina greca ha urgenza di ricostruire la propria flotta, con il benestare degli Stati Uniti - che forniranno anche un aiuto - e della Nato, senza dover aspettare i tempi lunghi della realizzazione del super programma delle corvette europee, dove peraltro l’Italia è capofila. Proprio per questo Atene ha annunciato da qualche mese la volontà di acquisire una linea di corvette da poter mettere in mare entro un paio d’anni. È un’occasione importante per Fincantieri, anche dopo lo scippo francese di un programma analogo che riguardava la fornitura di fregate e che sembrava già chiuso tra l’Italia e la Grecia. La nuova commessa invece dovrebbe essere un contratto certo per la cantieristica italiana e la conferma potrebbe arrivare forse già prima della fine dell’estate.

Sulla carta sono tre le aziende che hanno presentato altrettante proposte che soddisfano pienamente la Marina greca. Da una parte ci sono ancora i francesi con le corvette tipo Gowind di Naval Group, poi gli olandesi con le classe Sigma realizzate dai cantieri Damen e infine l’offerta (definita dalla stessa azienda come "formidabile") di Fincantieri con corvette tipo Al Zubarah, la tipologia di navi realizzata al Muggiano per il Qatar con a bordo tecnologia e armi di Leonardo. La proposta italiana sembra quella più vicina alle esigenze militari greche e quindi ha maggiori possibilità di aggiudicarsi l’appalto. Per tre ragioni: la nave made in Italy è considerata migliore dal punto di vista tecnico. Poi la partnership del gruppo guidato da Pierroberto Folgiero con gli Usa, è un jolly importante in questa trattativa.

Infine Fincantieri è l’unica realtà in grado di consegnare la prima corvetta in 32 mesi. Sui costi poi potrebbero esserci ulteriori assist. La proposta finale per quattro corvette italiane è un conto totale da due miliardi di euro chiavi in mano: comprende cioè armamento, formazione del personale e supporto post-vendita. Atene però avrebbe un budget di 1,5 miliardi. Da qui l’idea di Fincantieri: rendere partner del programma anche le aziende elleniche. Questo garantirebbe due opportunità, a partire dalla garanzia dei tempi di costruzione senza creare caos nei già complessi e numerosi programmi che occupano i bacini italiani dell’azienda (Muggiano-Riva Trigoso in primis, ma anche Castellamare di Stabia e Palermo.

Secondo punto di interesse per l’industria navalmeccanica nazionale: mettere un piede in Grecia per poi acquisire anche l’opzione dell’ammodernamento della flotta ellenica attualmente operativa. Gli analisti del settore sottolineano che l’intera operazione sarebbe legata anche all’interesse di Fincantieri, con il gruppo Onex shipyards, per l’acquisizione dei cantieri greci di Eleusi. Una complessa operazione la cui manifestazione di interesse italiana per i bacini a Ovest del Pireo è stata già presentata lo scorso ottobre. In questo modo si aprirebbe la possibilità di realizzare localmente due o tre delle quattro corvette ordinate da Atene, anche se la prima sarebbe comunque costruita in Italia: "Penso che industrialmente abbiamo confezionato un’offerta formidabile - aveva detto l’amministratore delegato di Fincantieri, Folgiero, recentemente durante un blitz alla Spezia - Il prodotto è imbattibile. L’offerta è anche vantaggiosa dal punto di vista finanziario perché poi il sistema italiano, come sempre quando si esporta, prevede anche degli strumenti finanziari a supporto. Abbiamo confezionato l’offerta che legge meglio anche le istanze di collaborazione con le realtà locali greche: è un fattore molto importante per quel Paese".

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