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Gli storici cantieri

Crac Baglietto, quattro anni alla contabile: intascò 300 mila euro del concordato

Quasi 300 mila euro furono sottratti al concordato preventivo della Baglietto, ma quando Procura della Spezia e Guardia di finanza scoprirono i movimenti di denaro il buco fu subito ripianato

di Tiziano Ivani
2 minuti di lettura

Il Palazzo di Giustizia della Spezia

 

La Spezia – Quasi 300 mila euro furono sottratti al concordato preventivo della Baglietto, ma quando Procura della Spezia e Guardia di finanza scoprirono i movimenti di denaro il buco fu subito ripianato.

Soltanto che nella procedura degli storici cantieri fondati a Varazze nel 1854 finirono soldi stornati indebitamente dai conti correnti di altre (ignare) società. La responsabilità di questo giro di denaro, secondo il tribunale di primo grado, è di Ornella Vittoria, 49 anni, contabile e all’epoca collaboratrice del concordato Baglietto.

Giovedì è stata condannata a quattro anni di carcere, più interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Il processo è nato dall’inchiesta sul tormentato periodo della liquidazione della Baglietto, fase di poco successiva alla cessione al gruppo Gavio (2012) che ha rifatto grandi gli storici cantieri liguri, oggi tra i leader mondiali nella costruzione di yacht.

Vittoria rispondeva di bancarotta per distrazione in merito allo spostamento di 293 mila euro dai conti correnti della Baglietto a quelli di una società di cui lei era legale rappresentante. Il collegio del tribunale dell’estremo levante ligure - presidente Luisa Carta, giudici a latere Elisa Scorza e Giulia Marozzi - ha riqualificato questa imputazione in una meno grave, quella di “sottrazione fuori dai casi di bancarotta”: mentre la stessa Ornella è stata giudicata responsabile di appropriazione indebita per aver trasferito, tra il gennaio 2014 e il giugno 2015, la somma complessiva di 504 mila euro dai conti di varie società di cui era procuratrice o amministratrice.

Parte di questo denaro, ricordiamo, risulta finito nei conti di Baglietto, probabilmente per ripianare il buco di circa 300 mila euro. Ed è per questo che sostanzialmente le due vicende sono al centro di unico processo il cui primo grado s’è celebrato alla Spezia, sede del concordato, anche se materialmente l’ufficio da cui operava la contabile era situato a Milano.

Il tribunale ha giudicato prescritta l’accusa di appropriazione indebita relativamente alle cifre sottratte nel 2014: “Pur apprezzando il collegio del tribunale della Spezia, riteniamo che la sentenza di condanna di Vittoria sia profondamente ingiusta, così già da ora annunciamo che presenteremo ricorso in Corte d’Appello”, dichiara Claudio Rosellini, l’avvocato che ha difeso l’imputata, inizialmente insieme anche al noto legale toscano Gaetano Berni (quest’ultimo interpellato ieri dal Secolo XIX ha tenuto a precisare di aver dismesso il mandato).

Il processo, come premesso, nasce da un’inchiesta della Procura spezzina sul concordato Baglietto. Gli investigatori della Guardia di finanza, coordinati dal pubblico ministero Claudia Merlino, hanno analizzato innumerevoli movimenti di denaro, operazioni di acquisizione, cessioni di beni e rami d’azienda.

Nell’osservare con la lente d’ingrandimento la vicenda è emersa la figura di Ornella Vittoria, contabile con clienti di alto livello, collaboratrice di primo piano nella procedura. Dopo il denaro sparito dai conti di Baglietto, sono spuntate presunte appropriazioni a danno di altri clienti che nulla avevano a che vedere con il concordato, anche se parte del loro denaro è finito nella procedura. Le società erano costituite parte civile nel processo per tramite degli avvocati Paolo Della Sala e Alice Lupi.

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