In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog
Slitta ancora l’aggiudicazione

Gara per le corvette greche, Atene alza la posta

All’inizio di dicembre, il gruppo Fincantieri e quello francese Naval Group, hanno presentato la loro migliore offerta finale (Bafo, Best and Final Offer) nell’ambito del programma valutato in circa 1,5 miliardi di euro e destinato alla fornitura al ministero della Difesa greco

di Luca Peruzzi
2 minuti di lettura

Il modello di corvetta proposto dalla Fincantieri

 

Genova – All’inizio di dicembre, il gruppo Fincantieri e quello francese Naval Group, hanno presentato la loro migliore offerta finale (Bafo, Best and Final Offer) nell’ambito del programma valutato in circa 1,5 miliardi di euro e destinato alla fornitura al ministero della Difesa greco di tre corvette di ultima generazione con un’opzione per una quarta che dovranno essere realizzate localmente (la prima all’estero) con la partecipazione dell’industria cantieristica e della difesa nazionale.

Con la posticipazione della decisione in ordine al vincitore, che avrebbe dovuta essere presa in questi giorni di fine anno, secondo diversi osservatori locali, il governo e la Difesa greci vorrebbero approfondire ulteriormente l’analisi delle rispettive offerte ed al contempo ottenere migliori condizioni sia in termini di partecipazione dell’industria nazionale che economico-contrattuali.

La proposta di Fincantieri si fonda sull’importante accordo siglato dal suo amministratore delegato Pierroberto Folgiero con quello del gruppo Onex Shipyards & Technologies, Panos Xenokostas, lo scorso 16 dicembre alla presenza del Ministro greco dello Sviluppo ed investimenti Adonis Georgiadis presso il ministero guidato da quest’ultimo, e con la partecipazione dell’ambasciatore d’Italia in Grecia, Patrizia Falcinelli e del direttore generale della divisione unità militari di Fincantieri, Dario Deste, che segue da vicino il dossier sempre più caldo.

Questo accordo segue quello di novembre scorso fra Onex, l’American Development Bank (Dfc) e il governo greco, le maestranze e i creditori degli inattivi ma importanti Elefsis Shipyards, per il rilancio dei medesimi, il tutto sottoposto all’approvazione finale della corte competente.

Lo stesso prevede la costruzione dell’unità capoclasse nella Fincantieri in Italia con la preparazione e partecipazione di personale greco ed il trasferimento di know-how e tecnologie nonché lavori di ammodernamento stimati in circa 80-100 milioni di euro, in modo che le successive unità possano essere realizzate in loco sotto la supervisione e con il supporto di Fincantieri.

Questo accordo dovrebbe ridare linfa vitale ai cantieri di Eleusi, facendone un’importante sito cantieristico e di supporto per la Marina greca e di altri Paesi della Regione, unitamente alla produzione civile seguita da Onex.

La prima corvetta dovrebbe essere consegnata entro tre anni dall’avvio del contratto. La piattaforma e il sistema di combattimento sono basati sul disegno Fcx30 delle corvette fornite al Qatar con un sistema di combattimento ed armamento fornito da Leonardo insieme ad Elettronica ed un pacchetto d’armamento missilistico offerto da Mbda basato su missili superficie-aria Vl Mica oppure Camm Er e antinave Exocet.

Questa soluzione è considerata dagli osservatori locali quella più performante e rispondente ai requisiti della Marina greca. Il pacchetto offerto da Fincantieri non comprende soltanto la costruzione in loco ma anche un’importante partecipazione dell’industria navale e della difesa greca.

Fincantieri e le altre aziende italiane coinvolte hanno portato a termine un’importante campagna di scouting fra le società greche e ne hanno identificato un certo numero con le quali hanno siglato a metà ottobre accordi per la potenziale cooperazione nel programma.

Forte dell’aggiudicazione nel marzo 2022 del contratto per le nuove fregate Fdi destinate alla Marina greca e costruite in Francia, Naval Group non ha inizialmente previsto un piano così articolato e soltanto con l’offerta finale ha proposto una partecipazione industriale pari al 30% del valore del contratto, con la costruzione in loco (successivamente alla prima in Francia) presso gli Hellenic Shipyards di Skaramanga.

Con l’intensificarsi degli sforzi per ottenere il contratto, è inevitabile che un’importante supporto verrà dai rispettivi governi e Difesa, come nel caso della Francia per il contratto delle fregate.

I commenti dei lettori