Genova alla prova del Salone, la nautica scommette sulla città

Genova - Tra un mese ci sarà la prima vetrina internazionale dopo il crollo del ponte Morandi. Il settore conferma l’impegno, aumentano i mega yacht: arriveranno via mare, salvando la viabilità

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di Simone Gallotti

Genova - Sarà la prima uscita pubblica della città, la vetrina per provare al mondo che Genova è ancora viva. Poco meno di un mese e si apriranno i cancelli della Fiera, quando dal 20 settembre per cinque giorni le barche più belle torneranno nel capoluogo ligure al Salone Nautico. Questa sarà però un’edizione speciale su cui tutti punteranno gli occhi: la città deve provare che il crollo del Ponte Morandi non l’ha messa in ginocchio e che con il Nautico comincia la rinascita. Ed è anche per questo che un pezzo di governo ha già confermato la presenza: dal vicepremier Matteo Salvini al titolare pentastellato delle Infrastrutture Danilo Toninelli; ci sarà anche il sottosegretario genovese Edoardo Rixi. Le aziende del settore sono compatte, non disdicono e a quanto apprende Il Secolo XIX c’è anzi un’aria di ulteriore entusiasmo che traina i risultati positivi che hanno risollevato l’industria dopo il periodo nero degli anni scorsi. L’ottimismo è supportato dalla previsione che non ci saranno difficoltà logistiche. L’allestimento del Salone dovrebbe infatti procedere regolarmente, perché non è da ponente che arrivano barche ed espositori. La maggior parte dei camion scenderà dalla A7 e da Genova Ovest alla Fiera non sono segnalate criticità. Il casello autostradale da cui calano in città gli yacht è tradizionalmente quello di Genova Est e a Levante non sono segnalate emergenze per la viabilità. Qualche ripercussione invece potrebbe subirla l’evento “rivale” di Cannes. In Francia il Salone parte l’11 settembre e la metà dei visitatori è straniera: la quota di italiani è alta, anche tra le aziende, e l’interruzione dell’autostrada potrebbe complicare i piani.

Le ammiraglie arrivano via mare

I numeri sono in crescita e lo testimoniano i 63 mega yacht in più che affolleranno la darsena genovese. La logistica del Nautico viaggia per fortuna via mare: le grandi barche arriveranno navigando verso le banchine della Fiera e le ammiraglie utilizzeranno il mare, non la strada, per attraccare a Genova. Per la viabilità è un sollievo, i trasporti eccezionali non imbatteranno sul già fragile equilibrio della città.

La strategia del rilancio

Ucina, la confindustria nautica che rappresenta le aziende del settore, aspetta che venga superata l’emergenza del crollo e poi affronterà con le istituzioni il programma del prossimo Salone. «Gli staff di Ucina e de Il Salone Nautico sono vicini a quanti sono rimasti coinvolti nel crollo del ponte Morandi e alle loro famiglie e si mettono a disposizione delle autorità e delle forze dell’ordine impegnate nelle opere di soccorso» aveva scritto l’associazione a poche ore dal disastro. Per ora si lavora in silenzio, i problemi più urgenti sono altri. Per il Salone c’è ancora un mese, l’avanzamento dei lavori di organizzazione procede e il punto sulla situazione non è in cima all’agenda. Non è escluso che però già la prossima settimana il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci, convochino un tavolo per definire gli ultimi dettagli. Quest’anno l’evento vuole sfondare il muro dei 150 mila visitatori ottenuti nel 2017. L’edizione numero 58 punta a superare questi numeri e almeno per le presenze delle aziende, le previsioni sembrano confermate. L’anno scorso le imbarcazioni presenti erano stato 1.100, quest’anno almeno per i grandi yacht c’è già stato il sorpasso.

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