Incendi e ritardi minano l'estate di Meyer Werft

Papenburg - Consegne dilazionate, incendi e problemi finanziari sono alcuni dei crucci che stanno minando il sonno della dirigenza di Meyer Werft, il celebre cantiere tedesco che ha realizzato negli ultimi 30 anni decine di navi da crociera. Nonostante la pandemia lo stabilimento di Papenburg non si è mai completamente fermato, ma ha dovuto rallentare sensibilmente la produzione, introducendo severe norme anti contagio

di Matteo Martinuzzi

Papenburg - Consegne dilazionate, incendi e problemi finanziari sono alcuni dei crucci che stanno minando il sonno della dirigenza di Meyer Werft, il celebre cantiere tedesco che ha realizzato negli ultimi 30 anni decine di navi da crociera. Nonostante la pandemia lo stabilimento di Papenburg non si è mai completamente fermato, ma ha dovuto rallentare sensibilmente la produzione, introducendo severe norme anti contagio.

Le restrizioni ai trasporti internazionali hanno inoltre ritardato l’approvvigionamento dei materiali necessari per portare avanti i lavori. Ovviamente nel contesto mondiale di fermo delle flotte, gli armatori hanno chiesto di riprogrammare le consegne di quest’anno in attesa di una ripartenza.

La prima nave che doveva essere consegnata è la "Iona" (184 mila tonnellate di stazza lorda) della P&O Cruises, il cui viaggio inaugurale era previsto per maggio; ma dopo aver effettuato le prove in mare e il carenaggio, il gigante ad alimentazione duale è rimasto fermo in attesa a Bremerhaven.

Ormai i lavori di finitura degli interni sono alle ultime battute, ma P&O ha annunciato il fermo delle propria flotta fino al 15 ottobre: per questo motivo non ha fretta di ricevere la sua nuova ammiraglia e complicate trattative sono in corso con il costruttore. Questa mancata consegna ha creato dei problemi di liquidità all’azienda, infatti di solito l’80% del prezzo della commessa viene saldato al momento della firma del “protocol delivery”.

Per questo motivo Meyer Werft non sarebbe attualmente in grado di pagare le ferie ai propri dipendenti. Infatti in un messaggio video al personale, Bernard Meyer ha fatto intendere che il pagamento potrà essere effettuato solo dopo la consegna di "Iona" alla fine di agosto (se si riuscirà a trovare l’accordo con l’armatore).

Secondo Meyer, si tratta di un totale di 14 milioni di euro dovuti ai lavoratori. Altre due navi dovevano essere consegnate quest’anno: a differenza della nave di P&O, in questi due casi si è già raggiunto un accorto sulla dilazione della consegna. La "Spirit of Adventure" (58 mila tsl) di Saga Cruises era prevista in consegna a luglio, ma l’armatore ha comunicato l’accordo per posticipare la consegna a fine ottobre con il primo viaggio che verrà effettuato ad inizio novembre dall’Inghilterra verso il Mediterraneo.

Più significativa invece la dilazione della consegna dell’ultima nave programmata per il 2020: parliamo di "Odyssey of the Seas" (169 mila tsl) di Royal Caribbean International. Quest’ultima doveva debuttare il prossimo 5 novembre; ora il viaggio inaugurale è stato rinviato al 17 aprile 2021, quando la nave avrà come home port Civitavecchia per tutta la stagione estiva.

Su questo rinvio di oltre sei mesi hanno probabilmente pesato anche i due recenti incendi che sono scoppiati a bordo della nave nel grande bacino coperto di Papenburg. Soprattutto nell’ultimo episodio sono state distrutte diverse cabine che andranno sostituite: non è la prima volta che capitano eventi simili, il che potrebbe anche far pensare ad una origine dolosa di questi roghi che hanno colpito diverse navi realizzate in Germania.

Di positivo in questa situazione c’è il fatto che nessuna commessa è stata ancora annullata e che quindi il cantiere tedesco dovrebbe avere lavoro garantito fino al 2023. Questo carico dovrebbe venire riprogrammato per allungare i tempi di costruzione per permettere maggior respiro finanziario agli armatori ed allo stesso tempo coprire la capacità produttiva (ridotta da tre a due navi all’anno) degli impianti tedeschi per un periodo più lungo possibile.

In questo scenario, il consiglio d'amministrazione di Meyer Werft e il consiglio di fabbrica si sono accordati per prorogare il lavoro ad orario ridotto fino alla fine dell’anno. L'accordo inoltre prevede due sessioni di ferie collettive: quattro settimane quest’estate e almeno altre tre settimane in inverno intorno a Natale: questa decisione ha permesso di evitare per il momento licenziamenti.

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