Contratti e trattative: Salone Nautico, vince il modello Genova

Nel settore delle imbarcazioni pneumatiche Piero Formenti, titolare della Zar Formenti oltre che vicepresidente di Confindustria Nautica, spiega che il lockdown ha pesato sulla produzione "ma settembre è andato bene e ottobre è partito altrettanto bene"

Genova - Nonostante il Covid e nonostante il maltempo che lo ha accompagnato fino a ieri, il Salone Nautico di Genova passa l'esame, come simbolo di ritorno alla normalità per tornare a incontrare clienti e venditori e per i contratti firmati. «È andato bene - commenta Fabio Planamente, ad del Cantiere del Pardo -. Con il tempo soprattutto di giovedì e venerdì, vedere tanta gente così motivata è stato bello. Venerdì abbiamo venduto una barca a un francese, erano contatti presi in precedenza, però è venuto qui e abbiamo firmato per la vendita di un Grand Soleil 44, la novità che abbiamo esposto». Bene il Nautico, per ritrovare la normalità anche del contatto diretto, ma per il cantiere è andata bene anche la stagione che si chiuderà con un fatturato in crescita del 30%. «Dopo 16 giorni di lockdown con un accordo sindacale siamo riusciti a riaprire subito e al massimo abbiamo avuto 3 settimane di ritardo nella consegna delle barche, non abbiamo perso nessun cliente e abbiamo consegnato 120 imbarcazioni» completa. Nel settore delle imbarcazioni pneumatiche Piero Formenti, titolare della Zar Formenti oltre che vicepresidente di Confindustria Nautica, spiega che il lockdown ha pesato sulla produzione «ma settembre è andato bene e ottobre è partito altrettanto bene. Si sta recuperando, speriamo non dico di chiudere in pareggio ma contenere la perdita a una solo cifra. Il Salone sta andando bene, ci sono i visitatori, si firmano contratti. Sono arrivati anche gli stranieri, tranne che da oltreoceano. Purtroppo con il maltempo le prove in mare sono state giustamente chiuse dall'organizzazione ma all'interno se non fosse per le mascherine, i plexiglass e i disinfettanti non sembrerebbe un Salone post Covid».

Tanti visitatori e non curiosi ma interessati a comprare anche per i gozzi. «Non ci aspettavamo un'affluenza e un interesse così alto per vedere le tre anteprime che abbiamo presentato - dice Domenico Senese, titolare dei cantieri Mimì che nell'anno del Covid hanno visto crescere il fatturato del 30% - Avevamo già appuntamenti e abbiamo firmato dei contratti. Quanti? Abbastanza». Anche per i superyacht il primo bilancio è ok. «È stato un bene che sia stato organizzato perché ha permesso di mostrare le barche ai clienti con i quali avevamo già preso appuntamento - commenta Marco Valle, ad di Azimut Benetti che a Genova ha portato l'Oasis 40m, ammiraglia del Salone Nautico -. Abbiamo firmato contratti di vendita e avviato trattative».

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