Ferretti Security Division, a bordo della nuova motovedetta

Genova - In occasione della prima giornata del Salone Nautico, la prima delle 16 motovedette d’altura classe N800, progettata e realizzata da Ferretti Security Division (Fsd)

di Luca Peruzzi

Genova - In occasione della prima giornata del Salone Nautico, la prima delle 16 motovedette d’altura classe N800, progettata e realizzata da Ferretti Security Division (Fsd), è stata formalmente consegnata all’Arma dei Carabinieri alla presenza del Generale Ca Claudio Vincelli, Comandante interregionale Carabinieri “Pastrengo” e dell’avvocato Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti Group insieme a Giuliano Felten, Direttore di Fsd. Quest’ultima si è aggiudicata nell’agosto 2019 il contratto per la progettazione e costruzione della nuova classe “N800” di 16 motovedette d’altura da 16,7 metri caratterizzate dal sistema propulsivo ibrido Transfluid con l’opzionale sistema propulsivo elettrico aggiuntivo, che garantisce l’operatività anche in aree protette in accordo alle più stringenti normative ambientali, assicurando zero emissioni e riducendone i costi nel corso della vita operativa.

Il contratto del valore di 16 milioni di euro comprendente anche l’addestramento in aggiunta alla fornitura delle nuove unità. Destinate al rinnovo della flotta navale in dotazione ai principali 16 siti navali dell’Arma dei Carabinieri, l’unità capoclasse di prossima consegna amministrativa dopo il salone, è destinata al supporto delle operazioni presso l’Isola di Lampedusa, a dimostrazione dell’impegno dell’Arma a supporto della popolazione, istituzioni e ambiente. La motovedetta capoclasse “801” ha ricevuto il nome dell’appuntato Ciriaco Carru, Medaglia d’oro al valore militare alla memoria, ucciso in servizio nel 1995 insieme ad un commilitone in un conflitto a fuoco in Sardegna nel corso di una rapina ad un furgone portavalori sventata dai due carabinieri in situazione di palese inferiorità, la cui somma abnegazione al dovere ha portato alla successiva cattura dei malviventi.

La gara indetta dal Servizio Navale dell’Arma dei Carabinieri richiedeva imbarcazioni per una componente d’altura destinata ad operare in aree sempre più caratterizzate dalla necessità e vincoli di protezione ambientale e di tutela dell’ecosistema, capace di essere condotta da un equipaggio di cinque-sei militari e di poter recuperare e trasportare naufraghi oltre a sostenere operazioni di pattugliamento anche prolungate delle coste, lagune e aree marine protette. Destinate a rimpiazzare le motovedette classe 800, le nuove imbarcazioni con scafo in materiale composito e propulsione entrobordo dovevano essere versatili, robuste, capaci di operare anche in acque con bassi fondali ed aree costiere, con ambienti sobri, ergonomici e spaziosi, dotati di servizi, cucina e alloggi tali da consentire anche una permanenza a bordo di due-tre giorni.

In aggiunta, in relazione all’esigenza di poter operare in aree marine particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale e di tutela dell’ecosistema, le nuove motovedette dovevano essere predisposte per operare in modalità “emissione zero”, garantendo comunque velocità ed autonomia adeguate nel rispetto della vigente normativa Marpol. Forte di una riconosciuta competenza innovativa arricchitasi in sei anni di vita operativa, che va ad aggiungersi a quella maturata nel preponderante settore civile del gruppo, la Ferretti Security Division ha elaborato un progetto di motovedetta customizzata in base alle esigenze dell’Arma dei Carabinieri.

Il MediTelegraph ha avuto la possibilità di vedere da vicino l’imbarcazione e saggiare le prestazioni e capacità della medesima partecipando ad una uscita di prova prima della partecipazione al Salone Nautico. Realizzata in materiale composito ibrido vetro-carbonio e progettata in conformità ai requisiti previsti dal regolamento militare Rina Fpv (RiNaMil for Fast Patrol Vessel) per operazioni con uno stato di mare di grado massimo 4 (Sea State 4) e predisposte per la configurazione con propulsione ibrida, la nuova motovedetta classe N800 si caratterizza per uno scafo a “V” profondo planante con 22° di stellatura a poppa (deadrise) e adeguati pattini di sostentamento (spray rails), della lunghezza fuori tutto e larghezza rispettivamente pari a 16,75 e 4,65 metri con una profondità sotto chiglia di 1,57 metri ed un dislocamento a pieno carico di 25,5 tonnellate. In grado di trasportare un numero massimo di 18 persone di cui fino a sei elementi di equipaggio e supporto e 12 passeggeri/naufraghi, il design della nuova motovedetta si caratterizza per una sovrastruttura con cabina con finestratura tali da assicurare un’ampia visibilità esterna continua intorno all’imbarcazione (impedita soltanto verso poppa dalla sovrastruttura ma con finestratura dedicata) e destinata alla conduzione ottimale dell’imbarcazione, sormontata dal radar di navigazione e ricerca e da un piccolo albero destinato ad accogliere il sistema di sorveglianza, scoperta e tracciamento elettro-ottico diurno/notturno nonché una postazione di governo esterno dell’unità a poppavia del tetto della sovrastruttura.

Destinata ad accogliere un equipaggio base di tre elementi, la cabina/timoneria si caratterizza per tre postazioni di conduzione e controllo della missione con sedili ammortizzati “Shoxs”, dedicate rispettivamente al pilota, navigatore/osservatore con strumentazione per la navigazione e le comunicazioni e comandante (in posizione arretrata sul lato di sinistra dietro al timoniere) con sistema di controllo e gestione della missione, nonché zona pianificazione missione/a sedere con tavolo in grado di accogliere una barella di emergenza per il trasporto di un eventuale ferito sul lato di dritto. Per assicurare un elevato comfort e praticità d’impiego durante le missioni, la scaletta centrale fra le due postazioni anteriori porta ad compartimentazione sottostante comprendente un grande locale con a dritta la zona cucina completa di frigorifero e zona mensa con tavolo e sedute mentre a sinistra si trova una zona riunioni e riposo con tavolo e sedute nonché monitor a parete per visualizzare le informazioni ed immagini raccolte dal sistema di conduzione, navigazione e missione, una cabina con due letti per il comandante ed un ospite sulla dritta ed un locale igienico con tre aree (Wc, lavabo e doccia separata) sulla sinistra mentre la zona prodiera è dedicata alla cabina equipaggio con quattro letti e boccaporto superiore d’emergenza.

La compartimentazione poppiera comprende invece il vano del sistema propulsivo, i serbatoi del gasolio e tutti i sistemi accessorie di sicurezza. La propulsione è assicurata da due motori diesel Man 16 da 588 kW (800 hp) ciascuno collegati mediante riduttori Zf rispettivamente ad una linea assi tradizionale con eliche a passo fisso e quattro pale e timoni della ditta Ts di Bologna in grado di assicurare una velocità massima e di crociera di oltre 30,5 e 22 nodi. Nel corso della prova a mare a cui ha partecipato The MediTelegraph, l’imbarcazione ha raggiunto una velocità massima di 31,5 nodi, dimostrando capacità di planata fra i 10 e 14 nodi, elevata manovrabilità, silenziosità interna, stabilità di piattaforma e raggi di virata ridotti. Anche se la prova è stata effettuata con mare calmo, quelle con mare formato, ci viene riferito dal direttore tecnico di Fsd e responsabile del progetto Andrea Ameli, hanno non soltanto soddisfatto i requisiti ma superato le aspettative, grazie alle forme di carena “affilate” dello scafo di derivazione.

L’autonomia con serbatoi di carburante da 2.700 litri complessivi è pari rispettivamente ad oltre 240 e 300 miglia nautiche alla velocità massima e di crociera. Per soddisfare la necessità di operare anche in aree protette in accordo alle più stringenti normative ambientali, assicurando zero emissioni e riducendone i costi operativi, tutte e 16 le nuove motovedette sono predisposte per l’installazione di un sistema di propulsione elettrico aggiuntivo, accoppiato ai motori termici di propulsione standard. Il sistema si compone di due motori elettrici trifase a magneti permanenti da 75 Kw ciascuno, inseriti tra i motori di propulsione e linee d’asse, due banchi batterie a celle di fosfato di litio e ferro di ultima generazione, da 288V - 100Ah ciascuno, ed è gestito da un sistema di monitoraggio integrato.

Secondo quanto dichiarato da Ferretti, si tratta della prima classe di motovedette di grandi dimensioni in Europa ad utilizzare tale innovativa tecnologia. L’imbarcazione capoclasse in esposizione al salone non dispone del sistema propulsivo elettrico aggiuntivo mentre verrà installato a bordo della seconda unità in costruzione fin dalla consegna che è prevista per il prossimo mese di gennaio. La dotazione delle successive unità con il sistema propulsivo elettrico dipenderà dai fondi a disposizione ma tutte sono predisposte e potranno esserne dotate anche dopo la consegna nel corso di un fermo manutentivo, compresa la capoclasse. Il successivo programma di consegna delle motovedette dovrebbe attestarsi sulle quattro unità all’anno. In occasione della visita, il MediTelegraph ha avuto modo di apprezzare le capacità del sistema di conduzione, navigazione e missione delle nuove motovedette classe N800 incentrato su una suite integrata di fornitura commerciale Furuno con radar di navigazione Dr65A nonché sistema di sorveglianza, tracciamento, identificazione ed inseguimento elettro-ottico Flir Systems M346C con sensore diurno ed all’infrarosso con capacità di fusione delle due visioni ed automatizzazione delle funzioni di ricerca, collegati ai due display multifunzionali touch-screen Furuno da 12,1 pollici del timoniere e del navigatore/osservatore e del comandante dell’imbarcazione di dimensioni maggiorate a 15 pollici, la cui postazione è anche dotata di tastiera e mouse incorporato per la gestione dei sensori e delle informazioni di missione.

A questi s’aggiunge un sistema di navigazione comprendente bussola magnetica, Gps, ecoscandaglio ed anche un sonar 3D con capacità di mappatura del fondale nonché sistema di comunicazione con radio in banda Vhf marina a cui s’aggiunge la veicolare in Gamma 400 MHz in dotazione all’Arma, che verrà installata prima dell’entrata in servizio dell’unità dallo stesso personale dei Carabinieri. Per assolvere i compiti assegnati, l’imbarcazione dispone di uno specchio di poppa libero con bordo basso per facilitare eventuali operazioni di soccorso e recupero e capace di ospitare un battello gonfiabile da 3,8 metri con motore fuoribordo da 10 cavalli in dotazione alla motovedetta, che viene messo in mare e recuperato con la stessa passerella estendibile che funge da gru, nonché un vano poppiero per accogliere il battello ripiegato o altro materiale e due zattere di salvataggio da 10 persone ciascuna che sono alloggiate in due compartimenti laterali sulla coperta davanti alle sovrastrutture dell’imbarcazione.

Le motovedette classe N800 della Ferretti Security Division, per quanto ha potuto vedere il MediTelegraph, sono barche robuste, concepite per un impiego quotidiano con ridotte necessità manutentive, caratterizzate da prestazioni e tenuta al mare significative per le relative dimensioni ed un comfort superiore per l’equipaggio, unitamente ad un sistema di conduzione, navigazione e missione avanzato, che grazie al sistema propulsivo elettrico aggiuntivo, assicureranno all’Arma dei Carabinieri non soltanto di assolvere un ampia gamma di missioni sul mare, ma anche nel pieno rispetto dell’ambiente marino e globale.

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