Noleggio di unità da diporto: la coperta è sempre corta / FOCUS

Tutti i dettagli sul nuovo noleggio a cabina, il nuovo regime IVA, la prova della effettiva navigazione fuori dalla UE e la quota del canone non assoggettabile all’imposta. A cura di Asla - l'Associazione degli Studi Legali Associati

di Giuseppe Loffreda*

1. Come si è già avuto modo di scrivere, la nuova disciplina applicabile ai fini IVA ai servizi di locazione, noleggio e simili, a breve termine e non a breve termine, di imbarcazioni da diporto, reca la previsione dei criteri di effettività, ai fini della determinazione della base imponibile, con una conseguente, di fatto, applicazione dell’IVA in misura piena, almeno per tutte quelle unità da diporto utilizzate lungo le coste italiane, o comunque in acque dell’Unione europea. Solo alle operazioni suddette (precisamente, operazioni risultanti da contratti di locazione, noleggio e simili, a breve termine e non a breve termine, di imbarcazioni da diporto), effettuate anteriormente alla data del 1° novembre 2020, possono continuare ad applicarsi, ex lege, le percentuali indicative del presumibile utilizzo delle imbarcazioni al di fuori delle acque territoriali dell’Unione europea, stabilite con la circolare dell’Agenzia delle entrate del 7 giugno 2002, n. 49/E, integrate con la circolare 22 luglio 2009, n. 38/E, e successivamente confermate con la circolare 29 settembre 2011, n. 43/E.

Il nuovo regime è illustrato e spiegato dall’Agenzia delle Entrate nelle Risoluzioni 47/E del 17 agosto 2020 e 62/E del 30 settembre 2020.

Quindi, dal 2 novembre 2020 basta IVA forfettaria applicata ai canoni di noleggio di unità da diporto.

 

2. Nel frattempo, è stato trasmesso alle Camere per l’acquisizione dei pareri delle commissioni competenti lo schema di decreto legislativo recante Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 novembre 2017, n. 229, concernente revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE (101-bis).

In questo ambito, nella relazione di accompagnamento si legge che per favorire il noleggio, l'art. 17 dello schema riformula l'art. 47-bis del Codice che disciplina il noleggio delle unità da diporto, prevedendo che il contratto di noleggio possa essere fatto anche nei confronti di più noleggiatori a cabina, potendosi stipulare singoli contratti per ciascuna cabina; vengono altresì conseguentemente coordinate, dagli articoli 18 e 19 dello schema, le disposizioni del Codice (articoli 48 e 49) che riguardano la relativa polizza assicurativa del noleggiante, che nel caso di più noleggiatori a cabina deve essere estesa a questi, nonché l'obbligo di contribuire alle spese correnti dell'unità noleggiata, estesa anch'essa al caso del noleggio a cabina.

L'articolo 47 del Codice, per quanto qui si tratta, sarebbe sostituito dal seguente: ART. 47 - Noleggio di unità da diporto - Comma 1. Il noleggio di unità da diporto è il contratto con cui il noleggiante, in corrispettivo del nolo pattuito, si obbliga a mettere a disposizione dell'altra parte, noleggiatore oppure più noleggiatori a cabina, rispettivamente, l'unità da diporto o parte di essa per un determinato periodo da trascorrere a scopo ricreativo in zone marine o acque interne di sua scelta, da fermo o in navigazione, alle condizioni stabilite dal contratto. Comma 4. L'unità noleggiata rimane nella disponibilità del noleggiante, alle cui dipendenze resta anche l'equipaggio. Nel caso di noleggio a cabina, salva diversa volontà delle parti, sono stipulati più contratti di noleggio per quanti sono i noleggiatori di ogni cabina o gruppo di cabine oggetto dei contratti stessi. In ogni caso, nei contratti è riportata l'indicazione del numero delle persone da imbarcare.

Risulta evidente come il ricorso al noleggio a cabina sarà frenato, e non favorito, dal nuovo regime IVA applicabile ai servizi di locazione, noleggio e simili, a breve termine e non a breve termine, di imbarcazioni da diporto.

 

3. Non più IVA forfettaria, ma la quota di nolo non assoggettabile all’imposta (che è, ed è sempre stata, del 22%) dovrà essere dimostrare con l'effettiva fruizione e l'effettivo utilizzo del servizio al di fuori dell'Unione europea ai sensi dell’articolo 1, commi 725 e 726, Legge 2 dicembre 2019, n. 160, modificato dall’articolo 48, comma 7, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito con modificazioni dalla Legge 11 settembre 2020, n. 120 (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 228 del 14 settembre 2020). La richiamata disposizione è stata introdotta a seguito del parere motivato con cui (in data 25 luglio 2019) la Commissione europea, ai sensi dell’art. 258, primo comma, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ha contestato all’Italia la violazione delle disposizioni della Direttiva 2006/112/CE (Direttiva IVA) che determinano la “territorialità” delle operazioni di locazione e noleggio.

Quanto ai mezzi e alle modalità di prova idonei a dimostrare l’utilizzazione e la fruizione dell’imbarcazione da diporto al di fuori dell’Unione europea, ai sensi dell’articolo 7-quater, comma 1, lettera e), e 7-sexies, comma 1, lettera e-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è stato appena pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate il Provvedimento Prot.n. 341339/2020 29 ottobre 2020.

Il Provvedimento dispone che l’effettiva utilizzazione e fruizione dell’imbarcazione da diporto al di fuori dell’Unione europea si deve evincere dal contratto di locazione, anche finanziaria, noleggio, ed altri contratti simili, anche sulla base della dichiarazione resa dall’utilizzatore dell’imbarcazione stessa sotto la propria responsabilità al momento della messa a disposizione dell’imbarcazione. La prova dell’utilizzo e della fruizione al di fuori dell’Unione europea dell’imbarcazione dotata di sistemi di navigazione satellitare o di trasponder deve essere fornita attraverso i dati e le informazioni estratte dai sistemi di navigazione in uso.

La prova dell’utilizzo e della fruizione al di fuori dell’Unione europea dell’imbarcazione non dotata di sistemi di navigazione satellitare, andrà invece fornita attraverso l’esibizione del contratto di locazione, anche finanziaria, noleggio, ed altri contratti simili, a breve termine, accompagnata dalla produzione di almeno due dei seguenti mezzi di prova:
i. i dati cartacei o digitali del giornale di navigazione o del giornale di bordo;
ii. le fotografie digitali del punto nave per ogni settimana di navigazione individuata da un qualsiasi dispositivo e rilevata con una frequenza di almeno due, per ogni settimana di navigazione;
iii. la documentazione comprovante (fatture, contratti, ricevute fiscali e relativi mezzi di pagamento) l’ormeggio dell’imbarcazione da diporto presso porti ubicati al di fuori dell’Unione europea;
iv. la documentazione attestante (fatture, contratti, ricevute fiscali e relativi mezzi di pagamento) acquisti di beni e/o servizi, presso esercizi commerciali al di fuori dell’Unione europea, relativi all’utilizzo al di fuori dell’Unione europea dell’imbarcazione da diporto.

Il Provvedimento, al quale si rinvia per una completa lettura, si occupa anche di precisare i termini di conservazione della documentazione di prova, l’applicabilità (i.e. dalla data della sua pubblicazione, ovvero dal 29 ottobre 2020) e le sue motivazioni.

 

*Socio, Studio Legale Gianni Origone Grippo Cappelli Partners

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