"I cantieri italiani espongano le loro novità al Salone"

Genova - «Noi italiani le novità le dobbiamo presentare qui, al nostro Salone. Io lo faccio già da anni, anche se con il mio cantiere faccio tutte le fiere al mondo. Dovrebbero farlo tutte le imprese». Il vicepresidente di Confindustria Nautica Piero Formenti lancia un appello a tutti i colleghi imprenditori della nautica per far sì che le anteprime internazionali delle nuove imbarcazioni si facciano al Salone Nautico di Genova

Genova - «Noi italiani le novità le dobbiamo presentare qui, al nostro Salone. Io lo faccio già da anni, anche se con il mio cantiere faccio tutte le fiere al mondo. Dovrebbero farlo tutte le imprese». Il vicepresidente di Confindustria Nautica Piero Formenti lancia un appello a tutti i colleghi imprenditori della nautica per far sì che le anteprime internazionali delle nuove imbarcazioni si facciano al Salone Nautico di Genova, il salone italiano della nautica per eccellenza, e non negli altri boat show esteri come Cannes, ad esempio: «Fra due anni, quando sarà ultimato il waterfront, questo spazio del Salone diventerà qualcosa che non ha nessuno - aggiunge - e già ora è unico. Le imprese quest'anno sono già tornate tutte a esporre a Genova, ma devono anche presentare qui le novità: visto che siamo la seconda industria nautica al mondo credo che tutti noi dovremmo valorizzarla: tutti gli italiani devono dare fiducia alla loro fiera».Il Salone nautico sta andando a gonfie vele per gli espositori, arrivati a Genova comunque già con il portafoglio ordini pieno in un anno d'oro per la nautica. Molti hanno già firmato in questi primi quattro giorni un gran numero di vendite. Sulle giornate e la stagione di ottimismo getta però un'ombra il problema delle materie prime e delle forniture, che arrivano in ritardo e a prezzi altissimi: «Il nostro portafoglio ordini è praticamente completo per tutto il 2022 - dice Fabio Planamente, amministratore delegato di Cantiere del Pardo (Grand Soleil, Pardo Yachts e VanDutch) - l'unica nota stonata è la preoccupazione che abbiamo per la filiera che non è in grado di seguire, come chiediamo, l'arrivo delle merci e soprattutto i prezzi che continuano a salire a dismisura. Quindi all'euforia di avere tanto venduto si affianca la preoccupazione di riuscire a rispettare i tempi e consegnare le barche entro la stagione».

Non tutti i clienti sono pronti ad aspettare, quando le consegne delle imbarcazioni possono slittare anche a novembre 2022, a estate già finita. Il mercato tira moltissimo e firmare contratti non è il problema, anche al Salone i cantieri stanno facendo il pieno, ma è difficile aumentare la produzione alle condizioni attuali se le materie prime mancano. Formenti è chiaro: «Se non ci fossero stati questi problemi la crescita già favolosa del 23% della nautica poteva raggiungere il 30%». Non dice i numeri Azimut Yachts, ma si va sopra quota dieci nuovi contratti chiusi: «Trattative in corso per contratti che si chiuderanno nelle prossime settimane» e clientela non solo italiana ma anche extraeuropea per Permare (Amer Yachts). Nel settore dei gozzi alla Mimì Gozzi parlano di dieci contratti già chiusi.

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