In evidenza
Sezioni
Shipping
Transport
Blog

Le ricche lady del mare: quando non è il marito a comprare la barca / IL CASO

Genova - Sai che c’è? Che io la barca me la compro da sola. Sono già (almeno) quattro «le signore tra i 40 e i 50 anni», che ai Cantieri Sanlorenzo della Spezia non sono andate in compagnia di mariti, fidanzati o facsimili

Patrizia Albanese
2 minuti di lettura

Genova - Sai che c’è? Che io la barca me la compro da sola. Sono già (almeno) quattro «le signore tra i 40 e i 50 anni», che ai Cantieri Sanlorenzo della Spezia non sono andate in compagnia di mariti, fidanzati o facsimili. Ma in veste di armatrici. Hanno deciso di comprarsi uno yacht e se lo sono scelto tailor made. Non soltanto per arredi di design, sculture e quadri di arte contemporanea, quanto piuttosto per tutta una serie di dettagli al femminile che spaziano dalla zona hair stylist, allo spazio fitness sulle spiaggette laterali. Passando per sala massaggi e angolo relax. Considerando che angolo è giusto un modo di dire, date le dimensioni delle barche scelte finora: 30 metri e 38. Per non parlare dell’ultima: 62 metri. Praticamente un traghetto, con tender da 12 metri, in consegna a marzo a una lady del mare di origine messicana, già proprietaria di uno yacht più “piccolo”, di una quarantina di metri.

Sempre dello stesso brand, che impiega 500 persone e un indotto di 1.500 aziende liguri e toscane. Inutile supplicare nomi o almeno qualche dettaglio. Dai Sanlorenzo sono più che blindati e con un unico mantra: «La privacy è sacra e inviolabile». Non resta che ripiegare sulle richieste delle armatrici, affidate a Sergio Buttiglieri, dal 2006 style director di queste raffinate ville galleggianti realizzate, tra Liguria e Toscana, dal secondo costruttore mondiale monomarca di barche e megayacht: «Sono donne di successo» premette Buttiglieri. Che sembra ancora un po’ stupirsi di quanto siano «decise e determinate: sanno perfettamente ciò che vogliono. Alcune si presentano già con il ral». Sarebbe? «La tabella dei vari colori. L’esterno è il marchio di fabbrica San Lorenzo. Dunque, salvo eccezioni: bianco, grigio o blu. L’interno, invece, non ha limiti. Sempre con molta eleganza e raffinatezza».

E poiché uno yacht ha bisogno di due-tre anni di lavoro, va da sé che Buttiglieri diventi quasi amico delle clienti, portate in giro per l’Italia alla ricerca di pezzi unici, o quantomeno molto rari. «A Firenze, una signora australiana era impazzita per i nostri capolavori. Ha confidato che tornava a casa un po’ triste, sebbene con tanta bellezza ancora negli occhi». L’ultimo trend? «La ricerca di pezzi vintage - replica deciso - Mixando le linee eleganti contemporanee che contraddistinguono i Sanlorenzo, con la lampada di Castiglioni e la poltrona di Albini. Piuttosto che la sedia di Giò Ponti». E in quel caso, che fa? «Con l’armatrice si va a far shopping a Milano, dove ci sono gallerie vintage e negozi con pezzi giusti».

Ma quel che Buttiglieri considera il capolavoro che ha fatto impazzire un’armatrice è «un paravento tra living e zona pranzo, in ferro battuto intrecciato e vetri di Murano, stile Guggenheim». Qualche stranezza, mai? «Per un quadro particolare, abbiamo modificato una parete della barca». Il resto è nella norma: «Bagno con zona hair stylist, sauna, palestra...». E qui ci sono due scuole di pensiero: «Vicino alla cabina armatoriale o all’aperto, sulle terrazze laterali». Ma se c’è anche un consorte, mentre lei ordina, sceglie - e paga - lui che fa? Il poveretto viene dirottato «in sala motori». Oplà.

I commenti dei lettori