Ravenna, costituita la società per il maxi-polo nautico

Si è compiuto il primo atto per la realizzazione nel porto di Ravenna del Polo della Nautica, un nuovo insediamento industriale per la produzione di imbarcazioni da diporto. Alla guida c'è Paolo Francia (numero uno di Corset), presidente Marco Malgara (ad della Ice Yachts)

di A. Qua.

Ravenna - Si è compiuto il primo atto per la realizzazione nel porto di Ravenna del Polo della Nautica, un nuovo insediamento industriale per la produzione di imbarcazioni da diporto, destinato ad ospitare cantieri e le tante attività legate al mondo della nautica: è stato infatti sottoscritto ieri, nella sede dell’Autorità di sistema portuale di Ravenna, l’atto con il quale il gruppo Sapir, tra i più importanti terminalisti dello scalo ravennate, ha avviato il percorso per mettere nella disponibilità della nuova società Polo Nautico di Ravenna il diritto di superficie per l’area dove il Polo si insedierà. La Polo Nautico Ravenna si è costituita appositamente per svolgere l’attività di produzione di imbarcazioni da diporto e annovera nella propria compagine societaria marchi prestigiosi a livello nazionale e internazionale nella progettazione e costruzione di natanti in materiale composito ad alta tecnologia. Sapir non svela tutti gli azionisti, ma è certamente indicativo che l'amministratore delegato della società sia Paolo Francia (ex dirigente di Wally e Riva, oggi titolare della Corset, società specializzata nella produzione di prototipi per l'industria nautica) e il presidente Marco Malgara, che è ad dei cantieri nautici Ice Yachts). Il diritto di superficie, che avrà durata di 30 anni, riguarda un’area di circa 28 mila metri quadrati di proprietà della Sapir, che si trova nella Penisola Trattaroli e che si affaccia sul bacino portuale della Piallassa Piomboni.

Come noto, l’area della Penisola Trattaroli che, invece, si affaccia in destra canale, è destinata alla realizzazione del nuovo terminal contenitori con spiccata vocazione a realizzare la più avanzata intermodalità. L’insediamento nello scalo ravennate di questo nuovo operatore, dicono dalla Sapir, rappresenta senza dubbio una ulteriore occasione di crescita del porto e di tutto il nostro territorio dal momento che si tratta di un settore importante, quello della produzione di imbarcazioni da diporto che contempla varie attività connesse e accessorie, dalla falegnameria all’impiantistica, alla produzione della vetroresina, alla logistica, con potenzialità di creare un importante indotto. A fare gli onori di casa è stato il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Daniele Rossi, secondo cui “gli spazi di cui il porto di Ravenna dispone rappresentano una grande opportunità per gli imprenditori che vogliano insediare qui le proprie attività. La vicinanza all’acqua e i collegamenti con strade e ferrovie, rendono le aree del porto di Ravenna strategiche dal punto di vista logistico. Collegamenti agili e servizi efficienti infatti completano il quadro di uno scalo competitivo, che con una attenzione costante alla tutela dell’ambiente e ad uno sviluppo sostenibile, si candida a diventare uno snodo logistico centrale nella geografia degli scambi commerciali nel Mediterraneo. Auspichiamo che altre realtà operanti nel settore della cantieristica navale si aggiungano al tessuto imprenditoriale locale, consolidando la tradizione del distretto della nautica nel porto di Ravenna”. “L’impegno profuso in questi anni con la messa in valore, tramite realizzazione dei Piani urbanistici Attuativi, di aree di proprietà Sapir non ancora sviluppate - dichiara il presidente di Sapir, Riccardo Sabadini - rispondeva sì all’interesse della società e dei nostri azionisti ma voleva anche, come spesso è stato sottolineato, creare opportunità di investimenti da parte di soggetti imprenditoriali di primaria importanza sul mercato e attrarre nuovi traffici. L’atto di oggi si inserisce in quel percorso e confido che altri ne seguiranno. L’impegno di Sapir per lo sviluppo del porto è totale, in coerenza con la nostra storia che ci ha visto attori della costruzione del porto e propulsori del suo sviluppo.”

Per la Polo Nautico, ha sottoscritto l’atto l’amministratore delegato Paolo Francia. Queste le sue parole: “Avere raggiunto questo obiettivo rappresenta per noi, e credo di poter parlare non solo a nome degli attuali soci della PnRa (Polo Nautico Ravenna) ma di tutta la nautica da diporto della Pianura Padana, il coronamento di una idea-progetto iniziato anni fa. Come imprenditore e come ravennate sono veramente felice di avere oggi compiuto questo primo fondamentale passo di un intenso percorso che ci impegnerà nei prossimi anni. Percorso che con il supporto di tutti (istituzioni e industriali) porterà un rilevante beneficio al territorio inspiegabilmente non ancora dotato di strutture all’avanguardia dedicate alla costruzione di imbarcazioni da diporto. Questo progetto, che mi piace definire "nautica a chilometro zero", se gestito in modo armonico e, ripeto, adeguatamente sostenuto dal pubblico, porterà nel medio termine posti di lavoro e prestigio alla città di Ravenna e all’Emilia Romagna dove sono da sempre presenti marchi di importanza internazionale che non hanno oggi la possibilità di costruire sull’acqua in modo efficace, riducendo al minimo l’impatto ambientale grazie alla limitazione di trasporti e apporti energetici.”

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