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Yacht affondato a Rapallo, «no alla richiesta danni»

Proprio mentre si lavora alla ricostruzione della diga foranea del Porto Carlo Riva, si chiudono anche alcune vicende legate alla mareggiata del 2018. Il Comune di Rapallo fa sapere, infatti, che è stato rigettato il ricorso al Tribunale civile

Simone Rosellini
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Rapallo - Proprio mentre si lavora alla ricostruzione della diga foranea del Porto Carlo Riva, si chiudono anche alcune vicende legate alla mareggiata del 2018. Il Comune di Rapallo fa sapere, infatti, che è stato rigettato il ricorso al Tribunale civile, con cui un soggetto privato citava la Porto Turistico Internazionale di Rapallo spa e il Comune stesso, chiedendo il risarcimento dei danni per l’affondamento del proprio natante.

Non è l’unica causa di questo tipo in piedi, ma intanto questa si chiude senza nuovi problemi per i soggetti, anche se la motivazione è la «carenza di legittimazione attiva». Ovvero, «il soggetto che ha azionato il giudizio contro la civica amministrazione non è stato in grado di provare la titolarità del bene per cui chiedeva il risarcimento».

Sulle responsabilità del crollo della diga e sulla conseguente deriva di centinaia di imbarcazioni è aperto, come noto, un procedimento penale, mentre un’altra inchiesta verifica le procedure di smaltimento dei rottami delle barche. Adesso però la Porto Turistico Internazionale ha aperto un nuovo corso. Mario Tornaghi, amministratore delegato della società, ieri pomeriggio ha preso parte alla presentazione delle attività 2022 del Circolo Nautico Rapallo, che, dopo aver festeggiato i 70 anni, dopo mareggiata e pandemia, annuncia il pieno ritorno allo svolgimento di regate agonistiche e corsi per bambini (c’erano il sindaco, Carlo Bagnasco, il consigliere delegato allo Sport, Vittorio Pellerano, e diversi altri amministratori, ad affiancare il presidente del Circolo, Manlio Meriggi, e il direttore sportivo Maurizio Manzoli): «Possiamo assicurare che, nel nuovo porto, si troverà una sede per il Circolo – ha garantito ai soci del sodalizio – Adesso, i lavori a terra impongono di lasciare libera quella vecchia, ma, alla fine, individueremo spazi alternativi da destinarvi». È una posizione che piacerà anche alle altre attività presenti nel “vecchio” Carlo Riva. —

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