Soldato Usa cade dalla finestra, è giallo

Genova - L’incidente in a Genova. Il militare rischia di rimanere paralizzato. Un testimone: «È entrato in casa e si è lanciato nel vuoto». Indaga anche l’Ncis.

di Tommaso Fregatti

Genova - Via Lomellini, centro storico, ore 20 di domenica sera. Alla centrale operativa della Questura arriva la telefonata allarmata di una residente del civico 7. «Ho sentito bussare alla porta con insistenza. Ho aperto e un uomo è entrato in casa mia e si è lanciato dalla finestra. Era in stato di agitazione, chiedeva aiuto», dice la donna sotto choc agli agenti . Il mistero che - da ore - tiene con il fiato sospeso la polizia italiana e la marina Usa comincia tutto da qui. Perché una manciata di minuti più tardi i poliziotti arrivati sul posto troveranno Jourdyne Bell, 21 anni originario dell’Ohio, militare della US Navy di stanza sull’incrociatore USS Mason ormeggiato da tre giorni a Molo Giano, riverso a terra con gravissime ferite agli arti. Precipitato per almeno sei metri da quella finestra in un cavedio di un asilo nido.

Rischia la paralisi

Il soldato Bell ora si trova ricoverato in prognosi riservata nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale Galliera. È stato sottoposto ad un lunghissimo intervento chirurgico nel pomeriggio di ieri. Il quadro clinico è tutt’altro che confortante. E la frattura vertebrale subita nella caduta rischia di compromettere seriamente le sue possibilità di tornare a camminare. La domanda che ci si pone, però, è un’altra: da chi scappava il militare americano? E perché si è lanciato nel vuoto dopo aver chiesto aiuto alla donna genovese? Sull’accaduto è stata aperta una doppia inchiesta.

Caccia al secondo uomo

La prima è condotta della polizia italiana intervenuta sul posto. Oltre a ricostruire l’accaduto gli agenti stanno cercando di identificare una seconda persona che sarebbe stata vista insieme a Bell. Chi era? Un suo commilitone? Oppure era la persona da cui il soldato USA scappava? Per fare chiarezza su questa vicenda i poliziotti hanno sequestrato le telecamere della zona. La ricostruzione fatta dalle autorità italiane è abbastanza chiara: «Siamo intervenuti per un soccorso ad una persona ferita - spiega una qualificata fonte della Questura - e non ci sono prove per dire se il soldato americano sia scappato perché sorpreso mentre compiva un reato». I poliziotti hanno anche disposto tutta una serie di accertamenti tossicologici e alcolimetri sul militare per capire lo stato in cui si trovava al momento della caduta dal terazzo. Al tempo stesso è stata interessata anche la Ncis, gli agenti speciali del Naval Criminal Investigative Service, che stanno collaborando alle indagini insieme alle autorità italiane. Un detective americano insieme all’ufficiale di collegamento tra la polizia italiana e quella Usa ha effettuato un sopralluogo ieri pomeriggio su luogo dell’incidente.

Gli Usa: «Era spaventato»

Si vuole comunque scongiurare la possibilità che il soldato della US Navy possa essere stato vittima di un aggressione. Circostanza che viene respinta da fonti consolari che fanno sapere a Il Secolo XIX che quanto accaduto al soldato Bell «è stato un incidente». Certo dai contorni ancora tutti da chiarire ma, comunque, un fatto casuale: «A quanto risulta dai nostri accertamenti - spiega la diplomazia Usa - il militare ha perso il contatto con il suo gruppo ed è rimasto spaesato nel centro storico. Probabilmente deve aver incontrato la polizia italiana e si è spaventato. Per questo è salito in quel palazzo e probabilmente all’interno è scivolato in un dislivello cadendo nel vuoto». Il consolato ribadisce la «piena fiducia nei medici italiani» e auspica che «il soldato Bell possa riprendersi al più presto». Resta ancora da stabilire se ci sarà un’inchiesta interna nei confronti dello stesso militare. I soldati statunitensi sono soggetti ad un regolamento molto severo e se questi viene violato si può anche subire un processo.

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