Tunnel del Gottardo, nuova sfida per Genova

Genova - Attualmente il porto del capoluogo ligure movimenta circa 2.300.000 di teu e quasi 52 milioni di tonnellate di merce all’anno, più 2,8 milioni di passeggeri.

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di * Enrico Poggi - Enrico Ascheri

Genova - Il 1 giugno è stato inaugurato il tunnel ferroviario del S. Gottardo che di fatto permetterà collegamenti ferroviari con l’asse di Rotterdam e, tramite le linee svizzere, con i mercati della Baviera e la stessa Svizzera, mettendo di fatto in collegamento le aree europee più produttive con la nostra area piemontese/padana che oggi è per il porto di Genova il 72% del traffico totale. Attualmente il porto di Genova movimenta circa 2.300.000 di teu e quasi 52 milioni di tonnellate di merce all’anno, più 2,8 milioni di passeggeri/anno. Questi dati sono sicuramente un segnale più che positivo per l’economia, sia cittadina che nazionale (10,9 miliari di produzione e 4,6 miliardi di valore aggiunto), sia in termini occupazionali (54.000 tra diretti/indiretti ed indotto). Alla luce dei nuovi investimenti di Psa/Vte con la prime 4 nuove gru “Gooseneck” capaci di operare sulle meganavi da 20.000 teus (più ulteriori 4 gru nell’ottobre di quest’anno) e con le potenzialità dei terminal sia containers che altre merci nel cosiddetto “ porto vecchio”, Genova è in grado di riuscire a captare i traffici che oggi dai bacini padani vanno verso i porti del nord.

Se l’ambizione è quella di intercettare quei 6/700 mila teu che dall’area italiana oggi vanno verso i porti del nord e, anzi, per quanto sopra, riuscire a recuperare traffico merci dalla bassa Germania, se non si potenziano subito le quote di merce via ferro da/per il porto di Genova, si rischia seriamente un “effetto aspirapolvere” tramite il “S. Gottardo “ delle merci anche destinate al mercato italiano verso i porti nord europei. Secondo noi non è plausibile aspettare la realizzazione del Terzo valico (2020/2021) ma dobbiamo subito poter intervenire sulle linee esistenti con due priorità: coordinamento tra Rfi e Imprese su arrivi e partenze, evitando che si occupino “tracce” che non vengono utilizzate. Utilizzo dei parchi esistenti vicini (Campasso, ecc.) come aree di coordinamento traffico e i parchi di Novi S. Bovo ed Alessandria (dotati di ampia capacità) come polmoni per il traffico da/per il porto di Genova. Crediamo che queste due azioni possano essere immediate e sicuramente decongestionanti. Naturalmente il secondo binario di Voltri/Vte è indispensabile e non più rimandabile, ma nel mentre della sua realizzazione, un maggior coordinamento tra entrate/uscite da Vte permetterebbe un’ottimizzazione della struttura esistente. La possibilità di effettuare le verifiche dentro i parchi portuali sarebbe ottimale per diminuire sensibilmente i tempi di attesa tra manovra ed aggancio del treno per andare in linea. Quanto sopra finora descritto sarebbe, a nostro avviso, fondamentale per poter, da subito, aumentare le quote esistenti del traffico merci su ferro da/per il porto e perciò permettere di catturare, almeno in parte, le merci che oggi vanno verso i porti del Nord, addirittura intercettando quote di traffico provenienti/destinate per l’area della Baviera e Svizzera.

Inoltre queste operazioni permetterebbero di abbattere sensibilmente il traffico cittadino che quotidianamente intasa sia le autostrade che la viabilità urbana (in costante peggioramento sia per gli imbarchi estivi dei traghetti sia per i lavori previsti per il rifacimento e sopraelevazione del varco S. Benigno) e, sicuramente, sarebbe un ottimo strumento per dare un freno alle condizioni disagiate che i camionisti, di fronte a una concorrenza agguerrita delle tariffe da parte dei cosiddetti “contratti transnazionali”, sono costretti a subire, riportando sicuramente tutto il comparto in un ambito più regolamentato, vivibile e dignitoso per i lavoratori. La Filt- Cgil, unitamente alle organizzazioni sindacali confederali, ha richiesto fin dallo scorso anno degli incontri alla Autorità portuale, Regione Liguria e Comune per affrontare il problema per tempo ma, se dalle prime abbiamo avuto riscontro almeno in termini di confronto, dal Comune non vi è stato alcun cenno di risposta nonostante il tema si intersechi fortemente con i problemi di traffico cittadino e sostenibilità ambientale. Abbiamo portato le nostre perplessità sul tema ai politici, l’onorevole Mario Tullo le ha portate all’attenzione della Camera dei Deputati attraverso un “Question time”. Noi non ci arrendiamo e continueremo a cercare di dare il nostro contributo e punto di vista per non fare spegnere questo porto e questa città.

* Gli autori dell’intervento fanno parte della segreteria Filt Cgil Genova

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