Infrastrutture, asse Milano-Genova

Genova - Il convegno di Confindustria. L’appello: «Investire sulla ferrovia per sostenere porto, hi-tech e turismo».

di M.D.A.

Genova - «A differenza del 2011, quando siamo scesi in piazza per sostenere il Terzo valico, oggi sono ottimista», dice Marco Bisagno, vice presidente di Confindustria Genova, durante l’incontro promosso dagli industriali genovesi e Assolombarda sul tema “Infrastrutture e competitività territoriale”. «Oggi - prosegue Bisagno - sono iniziati i lavori e nel 2021 l’opera dovrebbe essere completata: adesso ragioniamo su quelle che sono le possibilità di crescita».

Opportunità di sviluppo che potranno arrivare sostanzialmente da due differenti fronti: il primo quello del traffico merci in entrata e uscita dal porto di Genova. Il secondo, quello della movimentazione passeggeri grazie all’introduzione di treni veloci sulla linea Genova-Milano. «La nostra speranza - sottolinea Massimo Dal Checco, presidente gruppo Ict di Assolombarda - è proprio quella di intensificare gli scambi economici tra la Lombardia e la Liguria». Sinergie che possono portare, soprattutto nel capoluogo ligure, benefici al settore portuale ma anche al turismo, all’hi-tech e più in generale a tutto il tessuto produttivo se «l’Italia riuscirà a risolvere un problema che si trascina da anni, quello che riguarda le infrastrutture», spiega Ugo Salerno, numero uno del gruppo Rina e membro del Consiglio esecutivo di Confindustria Genova.

Sempre sul tema dello sviluppo economico in città, a margine del convegno organizzato da Confindustria, Marco Bisagno, questa volta come numero uno di Gin, non ha risparmiato parole dure nei confronti di chi sta cercando di «azzerare l’attività delle riparazioni navali in città, colpendo decine di lavoratori». Una risposta rivolta al Comitato Porto Aperto che, di recente, ha depositato in Prefettura una richiesta di intervento da parte del ministero dell’Ambiente contro l’inquinamento.

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