«Marittimi, basta con le vessazioni» / IL CASO

Genova - «Dopo la circolare di “chiarimento”, servirebbe un’interpretazione della circolare, perché così non si capisce niente. Neanche i marittimi più esperti riescono a decifrarla»: è furibonda la senatrice Manuela Granaiola (Pd) per la lettera dello scorso 13 ottobre.

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di Alberto Ghiara

Genova - «Dopo la circolare di “chiarimento”, servirebbe un’interpretazione della circolare, perché così non si capisce niente. Neanche i marittimi più esperti riescono a decifrarla»: è furibonda la senatrice Manuela Granaiola (Pd) per la lettera dello scorso 13 ottobre con la quale il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha provato a chiudere l’intricata vicenda dell’adeguamento e del rinnovo del certificato dei marittimi. Un tentativo che ha deluso molti lavoratori e che ha provocato persino la risposta allarmata dei sindacati tradizionali, che finora non si erano espressi in maniera così decisa sulla vicenda. L’assenza dal dibattito dei sindacati bruciava tanto più in quanto i requisiti che entreranno in vigore dal primo gennaio 2017 rischiano di lasciare senza lavoro migliaia di marittimi italiani. Al loro posto potrebbero salire a bordo delle navi italiane marittimi di altri Paesi, anche dell’Unione europea, dove le norme che riconoscono le competenze sono più semplici e trasparenti rispetto all’Italia.

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Manuela Granaiola si sta occupando del problema dei certificati già dalla scorsa legislatura e circa un mese fa aveva sollecitato un chiarimento con un’interrogazione parlamentare. Intanto ha assistito negli ultimi anni allo stillicidio di provvedimenti (decreti ministeriali, decreti legislativi, altri decreti legislativi di correzione di precedenti decreti, circolari esplicative) che si sono susseguiti senza riportare serenità fra i lavoratori. Stesso destino per l’ultima circolare, firmata dal direttore generale per il trasporto marittimo, Enrico Puja. «Ho provato - dice la senatrice - a leggere e interpretare il testo, ma non ci sono riuscita. Non capisco come sia possibile che dal Mit arrivino circolari che complicano la vita a marittimi e Capitanerie di porto. I marittimi italiani vengono vessati e non possono svolgere il proprio lavoro». Uno dei temi caldi su cui la circolare ha provato a fare chiarezza è l’obbligo di frequentare il cosiddetto corso direttivo. «Vengono imposti a comandanti con anni di esperienza corsi di 300 ore, che fra l’altro sono anche costosi. Si aggiungono complicazioni a complicazioni».

Per trovare il bandolo della matassa, Granaiola e il senatore Vincenzo Cuomo (Pd) hanno chiesto un appuntamento con il comandante generale delle Capitanerie di porto, Vincenzo Melone. All’incontro parteciperà anche il “Coordinamento nazionale marittimi 3 febbraio”, che cerca di unire i lavoratori del settore con una manifestazione a Roma il prossimo 15 novembre.

La categoria però si sta avvicinando all’appuntamento, che è stato confermato ieri, divisa in diverse anime. Solo in occasione della manifestazione si saprà quale rappresentatività abbia il coordinamento. Non tutte le associazioni parteciperanno e chi lo farà avrà posizioni diverse: c’è chi vuole personalizzare la protesta chiedendo un ricambio dei funzionari ministeriali e chi invece chiede semplicemente di cancellare i provvedimenti presi finora.

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