Genova, vertice in Authority sul futuro delle aree ex Piaggio

Genova - Non ci sarebbe solo Phase interessata al sito. Apa (Uilm): «Bernini ha sostenuto che le manifestazioni di interesse per quelle aree sono molteplici. Servono meno chiacchiere più fatti».

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Genova - Ieri si è svolto a Palazzo San Giorgio l’ennesimo incontro per affrontare il tema delle aree ex-Piaggio che sono da riallocare. Presenti questa volta anche Comune e Regione, così come la Uilm aveva chiesto nei giorni scorsi per velocizzare il più possibile l’iter burocratico. In questa riunione il Comune ha evidenziato che entro un mese, non esistendo impedimenti, dovrebbe concludersi l’iter per il cambiamento di destinazione d’uso. Va in questo mese perfezionata un’intesa con la Regione per rispettare la tabella di marcia del Comune, così come è stato sancito nella conferenza dei servizi. L’Autorità portuale ha evidenziato come non sia possibile vincolare l’assegnazione di queste aree ad una clausola sociale per salvaguardare l’occupazione degli eccedenti Piaggio, la Uilm ha obiettato che solo valutando la bontà del progetto industriale dei soggetti interessati si potrà capire quale sbocco occupazionale ci potrà essere per questi lavoratori. Alla Uilm risulta che solo un soggetto aveva espresso un reale interessamento con un progetto sano e legato all’hi-tech, vale a dire la Phase, e lo ha ribadito in quella sede.

Al fine di evitare lungaggini burocratiche che verrebbero prodotte da un bando, la Uilm ha ricordato che esiste una soluzione diversa, che accorcerebbe l’iter burocratico allontanando il rischio che l’unico soggetto interessato possa scappare. Il Comune però ha sostenuto con il vice Sindaco Bernini che le manifestazioni di interesse per quelle aree sono molteplici, e altrettanto serie. Per noi - spiega il sindacato - è un fatto sorprendente poiché nei tavoli precedenti non era mai emersa una pluralità di soggetti industriali interessati, lo stesso Signorini ha sempre ragionato sull’unico soggetto in campo, la Phase. La Uilm nel prendere atto di questo nuovo scenario evidenzia come sia necessario passare dalle chiacchiere ai fatti concreti. A noi interessa - si legge in una nota del sindacato - che si avvii rapidamente l’assegnazione dell’area privilegiando in primis una o più società che sono interessate ad insediarsi in quell’area attraverso un accordo che contenga un vincolo occupazionale per i lavoratori Piaggio. Necessità occupazionali, politica e mercato devono correre con lo stesso passo, anche perché il rischio che si corre è che ancora una volta Genova possa perdere sviluppi industriali innovativi e occupazionali, pertanto l’auspicio è che tutte le parti si muovano all’unisono per trovare la soluzione migliore.

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