Svolta nella Cgil: Landini (Fiom) verso la segreteria

Roma - Dopo otto anni, Maurizio Landini si prepara a lasciare la guida dei metalmeccanici e ad entrare nella segreteria confederale di corso d’Italia. Al fianco di Susanna Camusso. In una ritrovata stagione unitaria.

Roma - Cambi in vista in casa Cgil. Dopo otto anni, Maurizio Landini si prepara a lasciare la guida dei metalmeccanici e ad entrare nella segreteria confederale di corso d’Italia. Al fianco di Susanna Camusso. In una ritrovata stagione unitaria. E al vertice della Fiom-Cgil è pronta ad arrivare la prima donna segretaria generale: Francesca Re David.

Le novità saranno definite entro la prima metà di luglio: il 10 e l’11 luglio si terrà infatti l’assemblea generale della Cgil che, come ha confermato Camusso a margine del congresso nazionale della Cisl, farà la proposta, aprirà la consultazione e quindi darà la decisione ufficiale. Due giorni più tardi, il 13 e 14 luglio si riunirà invece l’assemblea generale della Fiom per eleggere la nuova leader: la prima donna nella sua storia al vertice nazionale della categoria. Francesca Re David, attuale segretaria generale della Fiom-Cgil di Roma e Lazio, da anni milita in casa Fiom e per due mandati è stata nella segreteria nazionale, con la delega all’organizzativo. Stando ai tavoli di contrattazione e delle vertenze.

Landini, dunque, lascerà la guida della Fiom in anticipo di circa un anno: è stato infatti eletto segretario generale il primo giugno del 2010 e il suo secondo mandato (e comunque ultimo, per statuto) alla guida dei metalmeccanici scadrebbe a giugno 2018. Anni in cui spesso è stato protagonista di battaglie e scontri interni al sindacato, anche con Camusso, tra cui, forte, quello sull’accordo sulla rappresentanza del 2014. Oltre ad essere stato il primo sostenitore dei referendum, sull’articolo 18, i voucher e gli appalti, proposti dalla Cgil. Oggi i tempi sono diversi. «È evidente che è una stagione importante di iniziativa unitaria all’interno della nostra organizzazione. Su due grandi temi, il Piano del lavoro e la Carta dei diritti, c’è un impegno condiviso, a cui si aggiunge il tema delle regole sulla rappresentanza, che era invece stato un elemento di divisione che la Fiom aveva prodotto», sottolinea Camusso.

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