Porte chiuse a Fincantieri, i francesi appoggiano Macron / IL SONDAGGIO

Parigi - La Francia fa blocco dietro il suo presidente, appoggiando la scelta di nazionalizzare i cantieri di Saint Nazaire per congelare, seppur temporaneamente, l’acquisizione da parte di Fincantieri.

Parigi - La Francia fa blocco dietro il suo presidente, appoggiando la scelta di nazionalizzare i cantieri di Saint Nazaire per congelare, seppur temporaneamente, l’acquisizione da parte di Fincantieri, facendo leva sul diritto di prelazione. Secondo un sondaggio condotto dall’istituto Ifop tra il 28 e il 29 giugno, il 70% dei francesi si è detto favorevole alla nazionalizzazione dei cantieri di Saint Nazaire, mentre solamente il 27% ha espresso un’opinione contraria e il 3% si è astenuto dal dare un giudizio. Un plebiscito quasi unanime per la mossa del governo, che può contare su questa svolta protezionista per rilanciare l’immagine di Macron, calata drasticamente dopo appena tre mesi dall’inizio del suo mandato. Il capo dell’Eliseo si è tolto i panni del leader ultraliberale per vestire l’abito del presidente dirigista, cucitogli su misura per l’occasione.

La scelta di far passare il più importante polo cantieristico del paese sotto l’ala protettrice dello Stato non sembra però aver convinto i sindacati che, nonostante abbiano espresso una timida approvazione, rimangono scettici in merito al futuro di un’azienda che impiega 2600 dipendenti e dà lavoro a un indotto di 5mila persone. Intanto, il ministro dell’economia, Bruno Le Maire, ha fatto sapere che Parigi ha intenzione di ampliare le negoziazioni con l’Italia, offrendo una cooperazione anche nel settore della difesa navale. Un gesto di «apertura» secondo Le Maire, che martedì incontrerà a Roma il suo omologo italiano, Pier Carlo Padoan e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, per continuare le trattative.
Parigi sembra essere orientata verso una collaborazione franco-italiana in campo militare finalizzata alla creazione di un polo navale che potrebbe diventare la pietra angolare su cui costruire quel progetto di difesa europea evocato a più riprese da Bruxelles. Secondo il quotidiano Le Figaro, il modello sarebbe lo stesso di quello del gruppo aeronautico Airbus, nella prospettiva che in futuro altri paesi europei si uniscano al progetto. Secondo il quotidiano francese, però, anche in questo caso l’Eliseo vorrebbe dettare le sue condizioni. Prima fra tutte, l’ingresso della società statale Naval Group nel gruppo, già alla guida dei cantieri di Brest, Toulon e Cherbourg. Una clausola che potrebbe far storcere il naso a Roma, rischiando di compromettere ulteriormente la situazione

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