Appalti e assunzioni, 11 indagati nel porto della Spezia

La Spezia - Sono undici le persone indagate dal sostituto procuratore della Spezia Luca Monteverde al termine delle indagini preliminari sulla maxi inchiesta relativa a presunti appalti pilotati e assunzioni-premio.

La Spezia - Sono undici le persone indagate dal sostituto procuratore della Spezia Luca Monteverde al termine delle indagini preliminari sulla maxi inchiesta relativa a presunti appalti pilotati e assunzioni-premio che nel novembre dello scorso anno travolsero l’Autorità portuale della Spezia. Venti i capi di reato contestati dalla procura spezzina al termine delle indagini eseguite dalla Guardia di Finanza. Tra gli indagati anche Lorenzo Forcieri, ex presidente dell’ente portuale e attuale consigliere comunale della Spezia.

Per Forcieri sono state stralciate alcune accuse iniziali, e sono state elevate nuove contestazioni: è indagato per corruzione assieme all’amministratore delegato della società di vigilanza della Lince, Matteo Balestrero, per aver ricevuto da quest’ultimo, senza pagare, prestazioni di vigilanza relativamente alla sua abitazione, oltre essere indagato anche per rivelazione di segreti d’ufficio, per aver fatto recapitare ai vertici di Msc attraverso un comandante di navi della stessa compagnia una bozza del bando di gara per la selezione del socio di maggioranza della società creata dalla stessa Ap per la gestione delle crociere. Queste ovviamente sono le accuse, in attesa dello svolgimento del processo.
Rimane in piedi, a carico di Forcieri, l’accusa di corruzione “divisa” con l’allora presidente del collegio dei revisori dei conti, Massimo Vigogna. Quest’ultimo avrebbe promesso “dritte” su possibili controlli a carico dell’ente in cambio della promessa di Forcieri sull’assunzione del figlio presso un terminal portuale spezzino. Confermato a carico di Forcieri anche il reato di istigazione alla corruzione. Nel mirino della procura rimane anche l’ex segretario generale, Davide Santini, indagato in corso con l’imprenditore Marco Condotti per aver privilegiato l’azienda di quest’ultimo nell’affidamento dei servizi in cambio di mobili da giardino.

Indagato anche l’altro ex dirigente dell’Ap, Maurizio Pozella, al quale sono contestati diversi reati per turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreti d’ufficio, e corruzione. L’inchiesta, sfociata il 2 novembre 2016 nel blitz delle Fiamme gialle, aveva portato inizialmente anche a tre arresti e all’interdizione temporanea dai pubblici uffici per alcuni dei protagonisti dell’inchiesta. Forcieri, già parlamentare, una settimana più tardi rassegnò le dimissioni da presidente dell’Ap spezzina.

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