Assemblea Assoporti, D’Agostino: «Tre sfide per i porti italiani» / GALLERY

Roma - Il presidente del porto di Trieste replica a Monti: «Se gli associati ritengono che ci sia una posizione diversa da quella attuale, e che ci siano i numeri per sostenerla, non è un problema. Ho tante cose da fare».

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Roma - «Sono tre le sfide-opportunità per i porti italiani che interessano tutto il Paese». Zeno D’Agostino, presidente di Assoporti e del porto di Trieste, ha aperto l’assemblea dell’associazione dei porti italiani delineando le strategie per il futuro a partire dall’importanza di fare squadra per un sistema che ha grandi potenzialità deve essere in grado di reggersi sulle proprie gambe. «Una delle sfide è la Via della Seta, ma è importante anche il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo nei confronti della sponda sud che sta risorgendo, con economie e traffici che stanno tornando e su cui i porti del Mezzogiorno possono giocare una partita» dice. L’altro tema è «la capacità dei porti di integrarsi con il mondo logistico e manifatturiero che si lega a porti franchi e Zes (zone economiche speciali)».

A margine dell’assemblea D’Agostino ha replicato alle polemiche sollevate dal suo predecessore Pasqualino Monti - in un’intervista rilasciata al Secolo XIX/The MediTelegraph - che aveva manifestato perplessità sull’assemblea annunciando che non sarebbe intervenuto dal palco con agli altri presidenti. «Non è che io tenga a restare sulla poltrona a ogni costo - dice D’Agostino -. Se gli associati ritengono che ci sia una posizione diversa da quella attuale, e che ci siano i numeri per sostenerla, non è un problema. Ho tante cose da fare e penso di avere il record di dimissioni negli ultimi 7 anni». Ed è pronto a convocare un’assemblea, fra un mese o quando ci sarà il nuovo governo. L’idea di trasformare le Autorità di sistema portuale in società per azioni, lanciata dal presidente dei porti di Genova e Savona non lo entusiasma. «Con una spa potrei forse anche muovermi meglio - dice - ma a me sembra che Trieste stia facendo tante cose con la normativa attuale e oggi l’unica esigenza che sento è che ci venga data, piuttosto, la possibilità di avere la maggioranza nelle società partecipate di logistica e intermodali».

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