Infrastrutture, Pechino porta la Via della Seta anche in Sud America / IL CASO

Genova - Si svelano altri dettagli del grande progetto da 900 miliardi di dollari. Investimenti in cambio di merce: la strategia cinese ora fa breccia anche oltre Oceano.

di Simone Gallotti

Genova - La Via della Seta si allunga ancora: alla Cina non basta più investire solo in Europa. Le prima diversificazione rispetto al piano, è arrivata quando Pechino ha messo nel mirino l’Africa: porti, strade e ferrovie che sono in progetto e che serviranno tanto ai Paesi in cui sorgeranno, quanto alla penetrazione, politica ed economica,della Cina. La strategia dell’iniziativa One Belt On Road però è sempre più mondiale e ora sbarca in America Latina. Nei giorni scorsi il ministro degli esteri cinese ha scritto di proprio pugno un articolo pubblicato da diversi giornali dell’area che si estende dai Caraibi al Sud America. È un appello alla cooperazione, perché la zona dell’America Latina rappresenta «l’estensione naturale della Via della Seta». Il ministro Wang Yi ne è convinto: «Servono sinergie e un programma comune che favorisca la creazione di una road map degli interventi».

Cibo in cambio di autostrade

Il dialogo tra il Sud America e la Cina si misurerà sugli scambi commerciali. E poggerà su basi piuttosto semplici, spiegano gli analisti. Perché l’America Latina ha un surplus che proviene dall’industria alimentare e che potrebbe essere la moneta di scambio più indicata per “ripagare” gli investimenti cinesi. La Cina è diventata il primo mercato per l’export del vino cileno; caffè e carne in arrivo dal Sud America sono prodotti ricercati dai consumatori cinesi; la frutta, in particolare le ciliegie, che hanno trovato in Asia uno sbocco fondamentale per gli agricoltori dell’America Latina. In cambio la Cina promette soldi per le infrastrutture, ma non solo: Pechino vuole sbarcare con i propri prodotti tecnologici e conquistare nuovi mercati per la propria industria manifatturiera. La naturale complementarietà di cui parlano gli analisti, è piuttosto semplice: «La Cina sta offrendo la propria tecnologia a diverse regioni del Mondo». E lo fa in cambio di cibo, nel caso del Centro America.

Le opportunità
La metafora dell’ultimo treno da cogliere per non rimanere indietro, si adatta perfettamente all’antipasto dei progetti e delle opere che la Cina ha in mente per il Sud America. In Cile, China Railways Group Limited ha proposto una nuova linea veloce per collegare Santiago alla città di Valparaiso. È il link fondamentale tra la capitale e la principale città portuale del Paese. Un progetto da 1,5 miliardi di dollari che è stato presentato al governo cileno all’inizio del mese e che permetterebbe di ridurre il viaggio tra le due città a soli 45 minuti. L’ex ambasciatore cileno a Pechino è entusiasta:«Dobbiamo rafforzare il legame con la Cina». Eppure diversi analisti, soprattutto politici, sono convinti che questa non sia la strada giusta: «Ci aspettiamo una risposta corale dell’intera regione per accogliere gli investimenti di Pechino, non basta lassenso di un singolo Paese».

Il convegno a Genova
La Via della Seta è però anche il grande tema dello sviluppo del Nord Ovest italiano. I corridoi europei rilanciano il ruolo di un grande porto gateway come Genova e chiamano alla sfida l’hub ferroviario della Lombardia. Oggi a partire dalle 14.30, a Palazzo Ducale, al convegno dedicato alla Via della Seta, saranno presenti molti protagonisti: tra gli altri Zhang Gang, delegato del governo di Pechino e general manager di China Council for the Promotion of International Trade. Aprirà i lavori il sindaco di Genova Marco Bucci e saranno chiusi dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

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