Genova e Savona, il Far East osserva la Liguria

Secondo Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, la Via della Seta è «un’opportunità unica»

Secondo Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, la Via della Seta è «un’opportunità unica» per il porto di Genova e più in generale per l’intero sistema portuale ligure. «Il governo di Pechino – aggiunge – ha indicato gli scali di Genova e Trieste come i due porti italiani di riferimento per il nuovo collegamento».
Su quali aspetti deve puntare il porto di Genova per attirare nuovi traffici in arrivo dalla Cina e altri diretti in Oriente?

«Già ora il 35% delle merci in uscita dall’Italia passa dalle nostre banchine. Con la Via della Seta, Genova ha la possibilità diventare uno dei principali porti di riferimento di Pechino in Europa. Il nostro sistema portuale ha il vantaggio di poter contare su aziende presenti sul territorio che già hanno grandi interessi in Cina. Mi riferisco, giusto per fare qualche esempio, a Fincantieri, Leonardo ed Ericsson».

Quali sono i principali aspetti che sono emersi in occasione dell’ultima missione governativa in Cina alla quale ha partecipato anche l’Authority del Mar Ligure Occidentale?
«Tra i punti di forza del nostro territorio che - assieme al sindaco di Genova Marco Bucci e alcuni manager di grandi gruppi industriali - abbiamo presentato al governo cinese e possibili nuovi investitori asiatici, ci sono assi di sviluppo che spaziano dal porto alla logistica, dal turismo all’hi-tech. Pechino ha molti interessi nel finanziare grandi progetti che dovranno iniziare nei prossimi mesi sul nostro territorio e poi ha come obiettivo quello di gestire asset strategici, a partire da infrastrutture portuali. Non ha, invece, l’intenzione di costruire direttamente nuove opere».

Potrebbero arrivare investimenti cinesi per la realizzazione della nuova diga del porto di Genova? C’è una trattativa in corso tra Palazzo San Giorgio e il colosso China Communications Construction Company?
«In questo momento non si è ancora entrati nel dettaglio delle cifre, e questo perché, pure essendo molto interessato, prima il gruppo asiatico chiede definire con esattezza un chiaro percorso tecnico-amministrativo. L’interesse di Cccc, non è limitato alle sole banchine portuali ma a tutto quello che è il sistema Genova-Savona, fatto anche di ferrovie, retroporti e vie di comunicazione».

Quanto dovremo attendere prima di vedere nuovi investimenti fatti da Pechino sul nostro territorio?
«I tempi non sono brevissimi, anche se da parte di Pechino ci sono ottime intenzioni e soprattutto la volontà di investire nel sistema Italia. Ne è la prova che molti grandi gruppi industriali, ad esempio Ansaldo Energia, hanno recentemente firmato nuovi ordini proprio in Cina a testimonianza di un legame sempre più forte tra il Paese asiatico e quello che è il sistema industriale italiano».

La Cina ha messo in campo un piano di investimenti plurimiliardario per la Via della Seta. Quale sarà il ruolo di Genova/Savona all’interno di questo progetto?
«Il porto dovrà diventare il punto di riferimento per le merci in arrivo dal Far East e per tutti i prodotti made in Italy diretti sui mercati asiatici. Il nostro scalo deve essere in grado di operare su portacontainer di ultima generazione da oltre 20mila teu e il sistema ferroviario deve poter far viaggiare treni lunghi 750 metri».

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L’Autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale (Genova, Pra’-Voltri, Savona e Vado) ha costituito un tavolo di lavoro con gli operatori della comunità delle banchine, a cominciare dalle associazioni di agenti marittimi, spedizionieri e terminalisti, per aumentare l’efficacia dell’azione di promozione a sostegno dello sviluppo del cluster logistico-portuale. Con la nascita dell’Authority congiunta e del brand Ports of Genoa, si è avviata una riflessione sull’impostazione della nuova realtà amministrativa e operativa, estesa anche alle modalità di promozione internazionale. «Convinzione comune - spiegano a Palazzo San Giorgio - è che, in analogia a quanto già accade a Rotterdam, Amburgo o Barcellona, sia necessario muovere verso un modello di marketing “business oriented” a supporto dell’intera comunità portuale di Genova e Savona».
La collaborazione fra Port Authority e operatori per vendere il “prodotto porto” come un unicum, dal distretto dei bacini di riparazione a Vado Ligure, aggiunge valore e forza alle proposte commerciali dei singoli, tanto più in un momento delicato come quello che i bacini stanno attraversando dopo la catastrofe di ponte Morandi. Il primo passo è stato la condivisione dei calendari di attività promozionali per l’anno 2019, per organizzare partecipazioni congiunte e presentarsi con un messaggio unitario. Ports of Genoa ha confermato la partecipazione attiva ad alcuni Geie (Gruppi europei di interesse economico) che sono la Escola europea di trasporto intermodale, Intermed gateways con i porti di Marsiglia e Barcellona e il Cisco, che si prevede possa essere rinforzato e rilanciato in funzione di centro studi sui containers di livello internazionale, in accordo con la Camera di Commercio di Genova e i soci privati.
Il programma di marketing del nuovo tavolo Authority-operatori per il 2019 si concluderà a Shenzhen, in Cina, il prossimo autunno, con la quattordicesima edizione della Fiera della logistica e trasporti (Cilf). Essendo uno dei principali eventi di settore nel paese che è il motore mondiale dell’economia e del commercio, si tratta delle principale occasione dell’anno per evidenziare la presenza dei “porti di Genova” sulla mappa del commercio internazionale.
A Shenzhen saranno presenti oltre 1.800 espositori da più di 50 nazioni e 130.000 visitatori da oltre 80 nazioni. Ma il carnet di appuntamenti stilato dagli uffici marketing e comunicazione di Palazzo San Giorgio è fitto per tutto il 2019. Si comincia dal 6 all’8 febbraio con Fruit logistica a Berlino, dedicata al trasporto dei prodotti refrigerati, con 3.300 espositori da tutto il mondo e 80.000 visitatori ogni anno. Dal 19 al 21 marzo trasferimento oltreoceano con Intermodal South America a San Paolo del Brasile, che rappresenta un ritorno dopo alcuni anni di assenza in un mercato che non ha ancora sviluppato tutte le proprie potenzialità. La fiera ha circa 400 espositori provenienti da 22 nazioni e oltre 30.000 visitatori ogni anno. Ancora oltre Atlantico, l’appuntamento con il principale mercato mondiale delle crociere è al Seatrade di Miami, dall’8 all’11 aprile, con più di 700 espositori, fra cui tutte le maggiori compagnie di navigazione e aziende legate al mondo crocieristico e del turismo (fra cui ad esempio servizi di safety and security, cantieristica, porti e destinazioni, servizi alle navi).
L’Authority sarà presente nello spazio di Medcruise assieme ad Assoporti. Salto di continente e di tipologia merceologica con Breakbulk, fiera del ro-ro e dell’heavy lift che si terrà a Brema da 21 al 23 maggio, con 500 espositori e oltre 10.000 visitatori, poi con Transport Logistic a Monaco dal 4 al 7 giugno. Circa 2.200 espositori provenienti da più di 60 nazioni a copertura di ogni aspetto del settore logistico.
Oltre 60.000 visitatori provenienti da 120 paesi. L’Italia è il terzo paese come numero di espositori presente a questo evento. Sempre a giugno Genova e Savona saranno al Sil di Barcellona, assieme a 600 aziende del settore portuale, dell’equipment e dei trasporti, e a Casablanca, dal 25 al 27, per il Med Ports, evento soprattutto convegnistico con un ristretto numero di espositori dell’area mediterranea. Dall’11 al 13 settembre Genova e Savona, che insieme sono uno dei maggiori poli croceristici europei con circa 2 milioni di turisti all’anno, si presenteranno al Seatrade Europe di Amburgo, a cui partecipano oltre 260 espositori da 40 nazioni con più di 5.000 visitatori da ottanta nazioni.

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