Agli analisti non piace l’idea della fusione Fincantieri-Leonardo

Milano - Faro degli analisti sull’ipotesi, che al momento appare tutta politica, di una fusione tra Leonardo e Fincantieri rilanciata nei giorni scorsi da Matteo Renzi.

Milano - Faro degli analisti sull’ipotesi, che al momento appare tutta politica, di una fusione tra Leonardo e Fincantieri rilanciata nei giorni scorsi da Matteo Renzi. «Vediamo solo sinergie limitate tra i due gruppi e saremmo cauti sul potenziale aumento del rischio aziendale di un gruppo più diversificato, compresa l’attività di costruzioni navali civile», rilevano da Exane Bnp Paribas: «Di regola, preferiremmo vedere fusioni e acquisizioni su una base industriale che consentano a Leonardo di consolidare la sua posizione» nell’attuale perimetro di attività «piuttosto che fusioni, guidate politicamente, che invertano la tendenza di rifocalizzazione in corso nella società» guidata da Profumo.

«Concordiamo sul fatto che un potenziale legame di Leonardo con Fincantieri non sarebbe considerato positivo per il titolo, perchè la strategia del piano industriale è soprattutto quella di concentrare il gruppo su elettronica per la difesa, elicotteri e aeronautica, per non diversificarsi», indicano da Kepler Cheuvreux: «Il ceo Profumo è sempre stato coerente nei suoi messaggi sulla politica di M&A: la società sta cercando di tornare al rating investment grade prima di eventuali fusioni e acquisizioni».

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