"Basta scaricare sugli spedizionieri i costi del lockdown"

Milano - Nelle attuali condizioni il sistema logistico non potrà garantire a lungo la propria attività al servizio dell’economia del Paese. E' l'allarme che arriva dalla Fedespedi.

Milano - Nelle attuali condizioni il sistema logistico non potrà garantire a lungo la propria attività al servizio dell’economia del Paese.

Alle gravi difficoltà operative dovute al congestionamento dei nodi logistici si aggiunge una crisi di liquidità finanziaria che rischia di minare l’attività delle imprese del settore della catena logistica. Questo l’allarme che arriva da Fedespedi e dal presidente, Silvia Moretto: "L’emergenza coronavirus ha confermato la strategicità del settore della logistica, delle spedizioni e del trasporto merci che vale il 9% del prodotto interno lordo nazionale. Anche in questa congiuntura eccezionale di sospensione delle attività non essenziali - prorogata con un nuovo decreto fino al 13 aprile - la supply chain continua con senso di responsabilità a lavorare al servizio dell’economia del Paese in base a quanto disposto dai decreti governativi, ma non può sostenere interamente gli oneri della chiusura del sistema produttivo. Siamo riconosciuti tra le attività essenziali ma non ci sono le condizioni per poter garantire il nostro servizio. Come abbiamo già denunciato - prosegue Moretto - è necessario che il governo chiarisca che l’attività di magazzinaggio è consentita per tutte le imprese, anche quelle in cui il processo produttivo è fermo. Questo è fondamentale perché i nostri operatori possano proseguire le attività di consegna e ritiro della merce: porti e aeroporti sono vicini al livello di capacità massima di contenimento dei container. Se raggiungiamo il livello di saturazione scatteranno ulteriori oneri a carico della merce. A questo si aggiunge la preoccupazione per la crisi di liquidità finanziaria che ha già gravi conseguenze sui bilanci aziendali. Le imprese clienti chiedono dilazioni di pagamento e delle scadenze che noi non possiamo accordare. Siamo operatori della logistica e non istituzioni di credito, e non possiamo lavorare senza essere remunerati. l dati analizzati dal Centro studi Fedespedi - prosegue Moretto - mostrano una contrazione del pil italiano tra il 4% e il 7% nel 2020. La contrazione degli scambi commerciali inoltre impatta gravemente in termini di fatturato su tutti i comparti della filiera logistica. Come evidenziato dal Centro studi di Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, nel 2020 si prevede una contrazione dei volumi di merce movimentata del 20-25%. È assolutamente necessario che le imprese nostre clienti paghino i servizi che hanno attivato con noi e che abbiamo portato a termine anche in questa congiuntura eccezionale, come previsto e nelle condizioni richieste dalle disposizioni governative. Già ad oggi sono calcolati oltre 2,5 miliardi di euro di crediti insoluti (Centro studi Confetra) che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese nel breve termine. Il nostro è un settore che impiega un alto numero di addetti, circa 50 mila: le aziende devono innanzitutto essere in grado di pagare il lavoro delle persone, che continuano ad alimentare ogni giorno la circolazione delle merci nel nostro sistema Paese. Rivolgiamo quindi un appello alle nostre imprese clienti per invitarle a non scaricare sul nostro comparto gli oneri del lockdown, consapevoli della difficoltà che questa emergenza comporta per tutto il tessuto economico del Paese. Chiediamo al governo inoltre di fornire al settore tutte le garanzie operative e finanziarie perché le imprese possano proseguire la propria attività" conclude Moretto.

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