Inaugurato il tunnel di base del Monte Ceneri

«I turisti penseranno che abbiamo più buchi nelle montagne che nel formaggio», ha scherzato la presidente della Svizzera Simonetta Sommaruga

Milano - Con l'inaugurazione oggi del tunnel di base del Monte Ceneri, in Canton Ticino, l'Italia diventa più vicina alla Svizzera. Quando entrerà a pieno regime, il prossimo 13 dicembre, infatti da Zurigo a Milano via Como si impiegherà mezz'ora in meno; non più quindi 3 ore e 40 minuti ma tre ore e 17 con l'obiettivo, grazie ad alcune ulteriori migliorie sulla linea di arrivare in un paio d'anni a tre ore. Più vicini i passeggeri (viene istituito anche un collegamento diretto Lugano Locarno che mancava) ma anche più vicine le merci perché le due canne di binario lungo di 40 metri collegate ogni 325 lungo i 15,4 chilometri sotto terra permettono di aumentare il trasporto di merci, inclusi i semi rimorchi alti 4 metri. Ed è questa la cosa che più interessa alla Svizzera: evitare il passaggio di tir fra Nord e Sud. Nel 2000 1,4 milioni di camion ha attraversato il Paese. Lo scorso anno sono stati 900mila e l'obiettivo è di arrivare a 650mila. Per riuscirci l'impegno è stato enorme. Per togliere i rimorchi dalla strada e metterli su treno la Confederazione elvetica ha deciso di fare una ferrovia in pianura, non semplice nel paese nel cuore delle Alpi. La soluzione è stata bucare le montagne. Prima facendo il tunnel del Loetschberg di 36,4 chilometri, terminato nel 2007, poi quello del Gottardo inaugurato nel 2016 dopo 14 anni di lavoro per scavare 57.1 km ed ora il Ceneri, che ha richiesto dieci anni di scavi.

«I turisti penseranno che abbiamo più buchi nelle montagne che nel formaggio», ha scherzato la presidente della Svizzera Simonetta Sommaruga che è anche ministro dei Trasporti di una nazione dove in media ogni cittadino percorre 2.500 km all'anno in treno. Mille in più della Francia che è al secondo posto in Europa (l'Italia è decima con ben meno di mille). E dove ora i collegamenti anche interni sono ancora più rapidi. Si tratta dell'opera più ambiziosa dai tempi del canale di Panama, dicono orgogliosi i rappresentanti delle ferrovie svizzere Sbb e di Alptransit Gotthard, la società creata per costruire la ferrovia, che, ormai finito il suo lavoro, verrà smantellata. Ma adesso perché questo canale di collegamento ferroviario fra Genova e Rotterdam funzioni, anche i paesi vicini devono fare la propria parte. In questo caso il richiamo non è all'Italia per il terzo valico (l'interesse svizzero è soprattutto per il collegamento con le aziende di Piemonte, Lombardia e del Nord Italia) ma alla Germania in cronico ritardo nel rendere a quattro binari la tratta Karlsruhe-Basilea per l'opposizione della popolazione ai lavori.

Adesso inizia una fase di esercizio di prova del nuovo tunnel che incide anche una mega esercitazione l'11 ottobre con l'evacuazione di 300 passeggeri da un treno regionale con l'aiuto di 200 soccorritori. Dal 13 dicembre, con il nuovo orario Como e Milano saranno più vicine a Zurigo. Ma le ferrovie svizzere, ha spiegato il ceo Vincent Ducrot, hanno in corso una trattativa con Trenitalia per avere dopo quelli per Venezia «più treni, anche verso Genova, Bologna. Speriamo di poterci arrivare con treni svizzeri a fine 2022».

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