Rossi: "Col progetto Hub Portuale (600 milioni di euro) il porto di Ravenna avrà una trasformazione radicale"

Con la benedizione dell’area cantiere da parte del vescovo, sono stati avviati i lavori preparatori della prima fase del progetto Hub Portuale dell’Autorità di sistema portuale di Ravenna. La prima fase comporterà lavori per 250 milioni di euro, a cui si aggiungeranno i 350 milioni della seconda fase.

Il porto di Ravenna

di Alberto Ghiara

Genova - Con la benedizione dell’area cantiere da parte del vescovo, sono stati avviati i lavori preparatori della prima fase del progetto Hub Portuale dell’Autorità di sistema portuale di Ravenna. La prima fase comporterà lavori per 250 milioni di euro, a cui si aggiungeranno i 350 milioni della seconda fase. Ma l’intero scalo è interessato da una serie di lavori, anche al di fuori del progetto Hub, per un valore complessivo di 900 milioni di euro, fra investimenti pubblici e privati.

“E’ una trasformazione radicale - afferma il presidente dell’Authority, Daniele Rossi - che farà del porto di Ravenna un player importante in Adriatico e nel Mediterraneo”. Il progetto prevede in primo luogo rifacimento e allungamento di banchine e l'approfondimento dei fondali. “A questo -prosegue Rossi - seguirà l’ammodernamento dei terminal con un ciclo virtuoso di investimenti privati che consentiranno di cambiare il volto del porto”.

Sono interventi richiesti dal mercato? “Portiamo avanti questo progetto - risponde ancora il presidente - forti dei risultati di traffico di quest’anno: +20 per cento sul 2020, ma soprattutto abbiamo superato i volumi del 2019 su tutte le tipologie di traffico. Inclusi i container, un settore in cui lo scalo non ha ancora sfruttato in pieno tutte le sue potenzialità”.

Proprio i container sono uno degli obiettivi principali di Hub Portuale

La fase 1 del progetto consiste nell’escavo di 5 milioni di metri cubi di sedimenti, per approfondire i fondali del porto fino a 12,5 metri lungo 6,5 chilometri di banchine esistenti, che verranno demolite e ricostruite per adeguarle ai nuovi fondali; e nella realizzazione di una nuova banchina lunga oltre un chilometro dove sorgerà, tra l’altro, il nuovo terminal container. “Il terminal - spiega Rossi - avrà una capacità di 500mila teu e sarà pronto entro 4-5 anni”.

Il completamento del progetto consentirà anche la realizzazione di aree destinate alla logistica in ambito portuale, per circa 200 ettari, direttamente collegate alle banchine e alle reti stradale e ferroviaria. Oltre all’avvio della fase 1, è stata presentata anche la fase 2, che è già completamente finanziata, in parte coi fondi del Pnrr, e progettata e che dovrebbe essere completata nel giro di 5-6 anni. Per questa fase sono previsti tre interventi. Il primo per un valore di 160 milioni di euro, riguarda la realizzazione e l’affidamento in concessione per 20 anni di un impianto per il trattamento dei fanghi di dragaggio, simile a quello già esistente a Anversa, che sarebbe il primo del suo genere nel Mediterraneo. Il bando è già pubblicato in Gazzetta e l’Authority confida di affidarlo nei primi mesi del 2022. Il secondo intervento riguarda il rifacimento di tutte le banchine rimaste fuori dalla fase 1 (70 milioni di euro di valore). Il terzo è l’ulteriore approfondimento dei fondali, da 12,50 a 14,50 metri (85 milioni di euro). I bandi per questi ultimi due interventi saranno pubblicati nel prossimo mese di novembre.

Ma gli interventi non si fermano al progetto Hub. Sempre a novembre è prevista la pubblicazione del bando per l’impianto di cold ironing per l'elettrificazione della banchina del terminal crociere (35 milioni). Inoltre l’Authority partecipa a una call del ministero dell’Ambiente, da 25-30 milioni, per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 20 MW: l’elettricità prodotta non verrà messa in rete per poi essere ricomprata, ma andrà direttamente a alimentare le attività delle banchine. A questo progetto è collegato anche un impianto di produzione dell’idrogeno come valvola di sicurezza: l’energia dell’impianto fotovoltaico che non sarà subito assorbita andrà a alimentare il processo di elettrolisi per la produzione dell’idrogeno. C’è poi un progetto di adeguamento della rete ferroviaria in ambito portuale, di cui si sta completando la progettazione: sono 70 milioni, di cui 15 da parte dell’Authority e il resto da Rfi. Infine proprio nei giorni scorsi è stato aggiudicato il progetto del nuovo terminal crociere: 30 milioni, di cui 20 da parte della compagnia Rccl.

“Se - conclude Rossi - si aggiungono il progetto Pir-Edison per l'impianto di gnl, che sarà inaugurato a novembre (circa 100 milioni), l’investimento del gruppo Sapir per il nuovo terminal container (70 milioni) e il progetto già a bando di gara per un grande autoparco di 10 ettari per la sosta dei camion (15 milioni), complessivamente parliamo di 900 milioni di euro già stanziati, fra pubblico e privato, sul porto di Ravenna, quasi tutti già progettati”.

 
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