Santi (Federagenti): "Su noli e cartelli sterili polemiche, per dieci anni le grandi compagnie hanno navigato in rosso"

Per Federagenti, la federazione italiana delle agenzie marittime, le polemiche sull'aumento dei noli container, cartelli fantasma, complotti per rallentare la ripartenza dell'economia mondiale" sono "tanto sterili quanto frutto di una lettura assolutamente parziale".

Container su un piazzale (foto d'archivio)

Genova - Per Federagenti, la federazione italiana delle agenzie marittime, le polemiche sull'aumento dei noli container, cartelli fantasma, complotti per rallentare la ripartenza dell'economia mondiale" sono "tanto sterili quanto frutto di una lettura assolutamente parziale". Il presidente della federazione degli agenti marittimi risponde a distanza a quanti accusano le compagnie armatoriali di essersi accordate per alzare alle stelle i noli che nell'ultimo anno sono aumentati a dismisura.

"E' vero, i noli sono aumentati e di molto - dice Alessandro Santi, presidente di Federagenti - ma è sufficiente scorrere l'andamento del mercato dei noli dal 2010 a oggi, per trovare risposte sorprendenti. Per oltre un decennio le grandi compagnie di trasporto container hanno navigato in rosso senza alcuna possibilità di coprire i "running cost", per non parlare degli oneri finanziari che questi gruppi hanno affrontato per rinnovare le flotte o le incertezze che oggi si trovano a fronteggiare anche nella chiave della transizione energetica. Tanti gruppi sono spariti, falcidiati dalla crisi e dai noli bassi; altri hanno continuato a investire con noli che di certo facevano arricchire altri anelli della catena logistica".

Insomma, ci sarebbero buone ragioni per essere arrivati all'aumento, è il parere di Federagenti che chiede di "abbassare i toni", cercare il dialogo fra tutti i soggetti e "l'efficienza atta a traghettare il sistema complessivo (servizio e costi) verso una nuova normalità diversa dal passato e sostenibile per l'intera filiera". Tenendo presente il ruolo ricoperto dagli armatori anche durante la pandemia. "Cosa sarebbe successo se gli armatori all'inizio della pandemia avessero deciso di fermare le navi in attesa di tempi migliori - è il primo interrogativo posto da Santi - invece di organizzare sistemi di sicurezza sanitaria e di gestione del personale imbarcato e a terra (penso anche alla rete degli agenti marittimi)?" 

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