Terminal Sech a Genova, Cosulich all’attacco: “Camion fermi per ore, ora basta”

L’accusa dell’imprenditore del porto di Genova: “Stop anche alla guerra tra terminalisti: così ci rimettiamo tutti”

Coda di automezzi al porto di Genova (foto d'archivio)

di Simone Gallotti

Genova – Augusto Cosulich, il “primo cliente del porto di Genova”, lo chiama il venerdì nero. «Il 24 settembre - racconta l’imprenditore genovese - l'accesso dei camion al gate del terminal Sech ha generato una coda che alle 8 di mattina partiva dal ponte Morandi». Il serpentone ha costretto «un nostro padroncino a entrare in banchina alle 16, dopo 8 ore di coda». L’altro fine settimana terribile, spiega l’imprenditore genovese, è cominciato invece il 1 ottobre: «Lo stesso padroncino ha impiegato 5 ore per percorrere i 700 metri dalla rampa di accesso di San Benigno al gate del Sech. Ora questo autista non vuole più andare in quel terminal. E come lui anche grandi trasportatori si rifiutano di operare sul Sech. Chi ci va chiederà una addizionale di 250 euro».

Così Cosulich arriva al nodo: quell’extra costo rischia di minare la competitività del porto. «La congestione al Sech crea problemi anche per gli altri terminal del porto vecchio, Gpt e Bettolo». L’imprenditore non è nemmeno soddisfatto delle risposte ricevute dal terminalista: «Ci hanno risposto che prima c’è stato un problema informatico, poi una improvvisa mancanza di personale. E venerdì scorso invece è stata colpa di un afflusso di camion concentrati in poche ore. Ma se sono anni che l'afflusso è sempre lo stesso, nelle stesse fasce orarie!» Cosulich è preoccupato: «In un momento di grande sofferenza per la mancanza di autisti, gli altri attori della catena logistica dovrebbero aiutare questo anello che oggi è il più debole. Se non lo fanno creano anche su questo fronte un problema di competitività non solo per Genova, ma per tutta Italia». L’imprenditore genovese allarga però l’accusa e va giù duro: «È mai possibile che un gruppo che ha appena ottenuto di fatto un monopolio del porto di Genova e che nel 2020, un anno difficilissimo per colpa del Covid, ed è riuscito a produrre utili per diversi milioni di euro, continua solamente a voler massimizzare i guadagni senza dare alcun beneficio alla catena logistica?».

È una domanda retorica: «È questo il vero pericolo di concedere monopoli (il riferimento è la fusione tra Psa e Sech, ndr): non solo si alzano le tariffe ma scende il livello del servizio, tanto nella peggiore delle ipotesi i traffici vanno a prenderli dall’altra parte…». Questo contesto per Cosulich «è insostenibile e irresponsabile e sta generando un malumore che potrebbe sfociare in azioni di protesta incontrollate. Insieme ad Assagenti ci siamo rivolti all’Authority: serve un intervento immediato. È tutta colpa anche dello scontro tra terminalisti: vogliono avere sempre più potere e spazi. Il monopolio sfortunatamente esiste, ma ci sono anche gelosie, sgambetti e ricorsi al Tar tra “colleghi”. Alla fine chi ci rimette però è tutto il porto».

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