Aggiornamento della classificazione doganale dal 2022: un corso per gli operatori

Enrico Perticone: "L'armonizzazione della nomenclatura è necessaria per garantire il commercio internazionale"

Controllo doganale

Genova - “Se non ci fosse una standardizzazione a livello internazionale della definizione delle merci, nel commercio fra Paesi ci sarebbe il caos", spiega Enrico Perticone, doganalista e professore di Merceologia doganale all’Università di Pescara. Dal primo gennaio 2022, con l’entrata in vigore del Sistema armonizzato 2022 (stabilito da un regolamento della Commissione europea che recepisce le indicazioni dell’Organizzazione mondiale delle dogane), le definizioni della classificazione doganale verranno aggiornate. Per mantenere al passo gli operatori del settore Arcom Formazione, con l’accreditamento del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali e dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, organizza dal 24 novembre 2021 al 18 febbraio 2022 un Corso avanzato di classificazione doganale che sarà tenuto proprio dal professor Perticone. Il corso, che verrà presentato lunedì 8 novembre alle 16 nel corso di una tavola rotonda, si compone di una parte generale di 12 ore e di 8 workshop da un’ora. Alla tavola rotonda, visibile sul canale Youtube di Arcom, partecipano gli esperti Mauro Lopizzo, Massimo De Gregorio, Bruno Pisano, Enrico Perticone e la responsabile scientifica di Arcom, Sara Armella.

Che cosa si intende per classificazione doganale?

“E’ un argomento - risponde Perticone - che sta dietro le quinte del commercio internazionale. Di questo si percepisce la parte più avvincente, la logistica, il marketing.  Questi sono il prerequisito del commercio. D’altra parte noi siamo il Paese del made in Italy. Ma poi ci sono anche regole da rispettare, fissate dall’Organizzazione mondiale del commercio o, come nel caso dell’argomento del corso, da quella delle dogane. Per viaggiare da un Paese all’altro la merce deve essere codificata con una nomenclatura”.

Che cos’è il Sistema armonizzato 2022?

“Quando parliamo di merci la definizione potrebbe essere diversa da persona a persona, se non codificassimo un linguaggio internazionale comune. Il Sistema armonizzato codifica la nomenclatura ogni 5 anni e il 2022 è appunto l’anno del prossimo aggiornamento. Senza questa codifica non potremmo neanche fare statistiche comparate, definire sistemi di tassazione, dazi doganali. A esempio ci sono dazi più ridotti per alcuni tipi di merce, penso al settore dell’elettronica, e altri più elevati, in settori protetti come l’agroalimentare. La nomenclatura è importante nel quadro più generale delle standardizzazioni: un linguaggio univoco permette lo scambio di dati, la continuità delle procedure fra Paesi, oltre a essere un freno alle frodi”.

Da quando esiste?

“La Convenzione è stata approvata nel 1988 e l’hanno firmata 140 paesi. Ma i paesi che di fatto la adottano sono circa 200, praticamente tutto il mondo”.

Perché c’è bisogno di un aggiornamento?

“Si deve adattare la nomenclatura ai cambiamenti che avvengono nel mondo. Pensi che soltanto nel 2022 verrà inserito nella lista lo smartphone, mentre finora i telefonini, con o senza la multifunzione, rientravano tutti nella stessa categoria. Inoltre saranno inserite le macchine a tecnologia 3d. Per influsso della Fao, visto che l’alimentazione è una componente importante dei commerci, emergono gli insetti come ingrediente alimentare, che vanno a affiancarsi a carni, pesci, crostacei e molluschi. Un’altra new entry sono i droni”.

Questo aggiornamento è simile a quanto avviene con i vocabolari della lingua italiana, che accolgono i cambiamenti del linguaggio?

“Sì, con una differenza: i vocabolari diventano sempre più grandi, mentre il sistema armonizzato deve mantenere un equilibrio, perché dev’essere utilizzabile. Così vengono eliminate le posizioni ridondanti. A esempio verranno tolte dalla lista le segreterie telefoniche, che ormai sono un oggetto di modernariato”.

Per un operatore sembrerebbe soprattutto una questione mnemonica, di conoscere la lista dei nomi. Il corso su che cosa verte?

“Non è soltanto una questione mnemonica. La difficoltà sta nell’assegnare la definizione merceologica corretta, perché le merci non sono definite soltanto sulla base di criteri scientifici, come le componenti fisico-chimiche, ma anche di altri fattori, come l’uso che ne viene fatto o il settore industriale che li produce. Pensi che ci sono 500 sentenze della Corte europea sulla classificazione di un bene. E’ una combinazione di regole di difficile applicazione, con elementi oggettivi e soggettivi. Se sbagli il codice per definire un tributo, a esempio, rischi una sanzione. Per fortuna esistono strumenti per chiedere informazioni in merito all’Unione europea, per soccorrere le aziende in difficoltà”.

 

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