Ampliamento di Pra’ verso Ponente, il gelo di Signorini

Il numero uno del porto di Genova-Savona: "A volte servirebbe un po’ di autoironia"

Un momento del Forum dello shipping

di Alberto Quarati

Genova - Uno dei punti del Position Paper annunciato nelle scorse settimane che Confindustria Genova intende presentare all’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona riguarda l’ampliamento a Ponente del terminal di Pra’: lo aveva anticipato al Secolo XIX il presidente dell’associazione, Umberto Risso. Un’ipotesi che, in attesa che venga messa nero su bianco su carta intestata confindustriale, non sembra però scaldare il cuore del presidente dell’Authority, Paolo Emilio Signorini: «Vi lascio con una domanda - ragiona il numero uno del porto di Genova - da diversi anni nei porti italiani girano 10 milioni di merce, per tanti motivi non si sale né si scende. Un po’ perché fatichiamo, un po’ perché ad eccezione del caso particolare di Trieste, nei fatti siamo ancora porti regionali. Non facciamo altra capacità. Ora, quando si parla di raddoppi, e spesso i grandi operatori ne parlano, ci vuole anche un po’ di autoironia: se siamo intorno ai 10 milioni, il rischio è che ci troviamo di fronte a un aumento di capacità che non è additivo, ma sostitutivo. Ma noi non dobbiamo essere pretestuosi, e dobbiamo dare respiro a tutti...».

Stanco delle ingerenze? Di sentirsi dire cosa fare o non fare? «No - risponde Signorini -. Nel mio primo giorno di lavoro qui all’Autorità portuale il capo di gabinetto mi mise in allerta. Mi disse: “Guarda, da qui in avanti, sarà una Via Crucis”. Ma io penso che il concetto del “piove governo ladro” abbia una sua giustificazione, e accettare di ascoltare le ingerenze fa parte del mandato pubblico, impossibile pensare che questo non accada. Nel porto di Genova queste ingerenze sono ancor più all’ordine del giorno. A volte sono pretestuose, e a volte non lo sono...». L’ipotesi del raddoppio a Ponente del terminal di Pra’ non è nuova: il tema risale a più di 20 anni fa, e fu fortemente contrastato dagli abitanti della zona. I progetti ciciclicamente si riaffacciano nel dibattito cittadino e portuale: nel corso degli anni, per ampliare lo scalo satellite di Genova, sono state prese in considerazione diverse opzioni, come un l’estensione a Levante o un nuovo scalo traghetti.

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