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Shipping, operatori in pressing sul ministro: "Manca la regia del governo, ora serve una guida pragmatica"

Il cluster marittimo si compatta ed elenca le richieste a Giovannini Merlo: "Abbiamo due ministri dell’Ambiente, nessuno ai Trasporti"

Simone Gallotti
1 minuto di lettura
Il pubblico del convegno, che si poteva seguire anche online 

Genova - Quell’insofferenza prima solo sussurrata, poi un po’ più evidente, adesso è diventata esplicita. Manca una regia politica al settore e il maggiore indiziato è il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini. Una mancanza che avvertono i presidenti dei porti (in modo più sottile), ma adesso insorgono gli operatori .

Luigi Merlo, presidente di Federlogistica: «Il Pnrr sta prendendo una piega pericolosa. Rischiamo un’ubriacatura pesante in un Paese che già era privo di una pianificazione portuale. Anche perché al momento abbiamo due ministri dell'Ambiente e nessun ministro dei Trasporti». Il cluster per una volta si compatta nelle richieste al governo: «È l’intero settore che avrebbe bisogno di una guida solida e pragmatica e in questo momento ne sento la mancanza - spiega ancora Merlo - Per questo credo sia necessario per le imprese del settore logistico e portuale costituire un comitato di settore così da provare almeno a far sentire la propria voce».

L’allarme sulla mancanza di una politica dedicata all’economia del mare trova una sponda anche in Confitarma: «Dobbiamo mettere in campo la nostra compattezza per essere in grado di chiedere al governo di sporcarsi le mani» spiega il presidente Mario Mattioli, il Rina con l’Executive VP Marine Giosuè Vezzuto sprona il governo «a porre maggiore attenzione al settore», mentre Federagenti, con il presidente Alessandro Santi, insiste sulla necessità di creare «un gabinetto di guerra perché le sfide che ci attendono sono complicate». Che qualcosa sia andato storto con la politica anche sul fronte dei fondi del Pnrr, è evidente dalle richieste degli armatori.

Stefano Messina, numero uno di Assarmatori, spiega: «I soggetti beneficiari, e parliamo del “fondone”, devono essere i traghetti passeggeri impiegati prevalentemente nel cabotaggio nazionale perché è quella la via per sostenere il settore». Tocca poi a Nereo Marcucci, il consigliere con delega alla logistica in ambito Cnel Confetra, l’analisi sul mercato: «Mi batto per un riequilibrio delle forze. Tutti i benefici non possono essere esportati nelle attività ancillari al trasporto marittimo: la concorrenza dev’essere fair». E sempre sul mercato Alessandro Albertini presidente di Anama racconta che «le tariffe per il trasporto aereo sono cresciute del 60-70% rispetto al 2019». —

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