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Costa Concordia, il ricordo dopo 10 anni

Deposta in mare, davanti a punta Gabbianara all'isola del Giglio, una corona di fiori in ricordo delle 32 vittime della Costa Concordia nel decennale del naufragio. La cerimonia in mare si è svolta dopo la messa di suffragio celebrata dal vescovo di Grosseto padre Giovanni Roncari

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Ufficiali della Guardia costiera lanciano una corona di fiori in ricordo della Costa Concordia all'Isola del Giglio (reuters)

Genova - Deposta in mare, davanti a punta Gabbianara all'isola del Giglio, una corona di fiori in ricordo delle 32 vittime della Costa Concordia nel decennale del naufragio. La cerimonia in mare si è svolta dopo la messa di suffragio celebrata dal vescovo di Grosseto padre Giovanni Roncari in una gremita chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano a Giglio Porto, che ospitò alcuni dei naufraghi tratti in salvo, alla presenza di una sezione della banda nazionale dei vigili del fuoco. Molte le persone sbarcate sull'isola per le commemorazioni odierne che proseguono per tutta la giornata. Alle 15 verrà presentato il libro 'La Notte dellaConcordia' di Sabrina Grementieri e Mario Pellegrini, vicesindaco del Giglio all'epoca del disastro che fu il primo a salire a bordo della nave naufragata davanti a fianco del porto Alle 16.30 l'osservatorio di monitoraggio 'Concordia' presenterà la relazione finale sui lavori di restauro dei fondali di punta Gabbianara dove la nave si ribaltò dopo il naufragio. Alle 21.30 poi la classica fiaccolata dalla chiesa di Giglio Porto alla lapide commemorativa sul molo di levante. Infine la 'tufata' a cui seguirà una preghiera collettiva per le vittime e la benedizione della lapide. 

Il vescovo di Grosseto: "Memoria dovere da assolvere"

"Fare memoria di questi nostri fratelli e di quell'evento e farlo qui, in chiesa celebrando l'Eucaristia non è un'appendice, né un compito da dover assolvere. No, al centro di questo momento c'è Cristo Signore, crocifisso, morto e risorto, che ha vinto la morte, ogni morte e che ci ha fatti per una vita che non abbia fine". Così il vescovo di Grosseto padre Giovanni Roncari durante la messa in ricordo delle 32 vittime della Costa Concordia, celebrata oggi all'Isola del Giglio nel decennale del naufragio. Alla celebrazione erano presenti varie autorità, tra le quali il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, e il sindaco di Isola del Giglio Sergio Ortelli. Hanno concelebrato il parroco don Lido Lodolini, l'allora parroco don Lorenzo Pasquotti ed il gigliese don Carlo Brizzi. Roncari si è soffermato anche sul tema della speranza, "da non confondere con il desiderio o la probabilità" o addirittura "l'illusione" che è "un equivoco ancor più insidioso". La speranza, ha aggiunto, "non un anestetico per sopportare la vita, per difendersi dai fallimenti, dai dolori e in definitiva dalla morte", ma "una persona: Gesù. La sua storia e la sua parola sono il fondamento della nostra speranza". "La speranza cristiana - ha detto - non cancella la tragedia, né il dolore che ne è scaturito, ma ci educa a guardare ben oltre il momento presente, per spingere in avanti il nostro cuore". 

Costa Crociere: "Il pensiero va alle vittime e alle famiglie"

"Nel giorno della commemorazione dei dieci anni dall'incidente della Concordia, i nostri pensieri sono rivolti alle vittime, ai loro familiari e a chi ha sofferto a causa di quel tragico evento". Così, in una nota ufficiale, il gruppo Costa Crociere. "L'azienda- si legge- desidera ringraziare, ancora una volta, tutti coloro che, con generosità e coraggio, hanno prestato il loro aiuto e lavorato senza sosta quella notte e nelle fasi successive: gli abitanti dell'Isola del Giglio, i soccorritori, le istituzioni, i tecnici e i dipendenti Costa". La compagnia sottolinea che "dal giorno dell'incidente, abbiamo dedicato tutti i nostri sforzi ad assistere le persone coinvolte e a portare a termine un progetto senza precedenti per il recupero del relitto, che si è concluso con successo salvaguardando la sicurezza e l'ambiente. Ad esso, è seguito il ripristino dei fondali marini dell'isola, un impegno che ci siamo presi e che terminerà a breve". Inoltre, conclude Costa, "abbiamo lavorato per costruire il futuro della nostra azienda, basandoci su innovazione, progresso tecnologico, responsabilità sociale e sostenibilità".

Il sindaco del Giglio: "Senza la Provvidenza tragedia di dimensioni paurose"

"Furono ore frenetiche, in cui i cittadini del Giglio offrirono aiuto, determinate nel tentativo di mettere in salvo il maggior numero di persone e che, senza l'intercessione della Divina Provvidenza, avrebbe assunto dimensioni paurose". Lo ha detto il sindaco dell'Isola del Giglio (Grosseto), Sergio Ortelli, nel suo discorso in chiesa al termine della messa a suffragio per le vittime, nel corso delle celebrazioni del decennale della tragedia della Costa Concordia in cui persero la vita 32 persone, avvenuta il 13 gennaio 2012. "I miei collaboratori mi parlavano di semplice avaria alla nave. Ma mentre mi guadagnavo la strada per il porto - ha aggiunto il primo cittadino gigliese - ebbi il dubbio atroce. E poco dopo mi trovai di fronte ad uno scenario oltre l'immaginario. Solo la vista dei miei concittadini, già accorsi in porto per i soccorsi, mi diede l'energia adrenalinica necessaria per affrontare la notte".

Carlone: "Manovra inimmaginabile per un comandante"

 "E' inimmaginabile che un comandante di una nave compia una manovra del genere. Un incidente a cui nessuno sarebbe stato preparato. Quando la mattina abbiamo visto la nave sugli scogli abbiamo capito che era accaduto qualcosa di impensabile. Ma i ragazzi della Guardia costiera hanno improvvisato i soccorsi. Nel nostro Dna c'è scritto proprio questo: si va anche se il rischio è quello della vita". Così Nicola Carlone, ammiraglio e comandante generale della Guardia costiera, oggi all'Isola del Giglio (Grosseto) per il decennale del disastro della Costa Concordia. "Quella sera ero a Roma alla sede operativa centrale. E la cosa che mi ricordo con più chiarezza sono i colleghi che agirono con tempestività e coraggio in un momento molto complicato. Le emozioni di oggi sono quelle di dieci anni fa".

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