L'Ue vieta la fusione dei cantieri navali sudcoreani Daewoo e Hyunday

L'operazione, dal valore di circa 2 miliardi di dollari, avrebbe creato una posizione dominante da parte della nuova società risultante 

La sede della Commissione europea a Bruxelles

Genova - La Commissione europea ha vietato la fusione tra i due più importanti costruttori di navi sudcoreane, Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering e Hyundai Heavy Industries Holdings. L'operazione, dal valore di circa 2 miliardi di dollari, avrebbe creato una posizione dominante da parte della nuova società risultante e ridotto la concorrenza nel mercato mondiale della costruzione di grandi navi di gas naturale liquefatto (gnl). Le parti non hanno offerto formalmente rimedi per rispondere alle preoccupazioni di Bruxelles.

La fusione tra le due società "avrebbe portato ad una posizione dominante nel mercato mondiale della costruzione di grandi navi gnl, per il quale c'è una forte domanda da parte dei vettori europei. Poiché non sono stati presentati rimedi, la concentrazione avrebbe comportato un minor numero di fornitori e prezzi più elevati per le grandi navi che trasportano gnl. Per questo abbiamo vietato la fusione", ha evidenziato la vice presidente della Commissione europea, Margrethe Vestager, responsabile della Concorrenza, aggiungendo che "le grandi navi gnl sono un elemento essenziale nella catena di approvvigionamento del gas naturale liquefatto e consentono il trasporto di questa fonte di energia in tutto il mondo. Il gnl contribuisce alla diversificazione della fonte di energia europea e quindi migliora la sicurezza energetica".

La decisione odierna fa seguito a un'indagine approfondita da parte dell'Antitrust Ue sull'operazione proposta dai due costruttori sudcoreani e si basa sulla considerazione che le parti detengono quote di mercato già molto ampie e in aumento e la nuova società risultante "sarebbe stata di gran lunga il più grande attore mondo, in un mercato già concentrato". Le quote di mercato combinate delle parti sarebbero di almeno il 60%, che di per sé è indice di una posizione dominante sul mercato. Secondo Bruxelles, inoltre, vi sono già pochissime alternative per i clienti, con un solo grande concorrente sul mercato oltre alle due parti. L'Antitrust ha poi rilevato barriere all'ingresso nel mercato molto alte e ha valutato l'impatto della pandemia di coronavirus sul settore, riscontrando che la domanda di grandi navi metaniere non è stata influenzata dalla pandemia e che le prospettive della domanda futura sono molto positive.

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