La presidente di Fedespedi: “Le mega-compagnie di navigazione non ci fanno paura. Ma servono armi pari”

Silvia Moretto, numero uno degli spedizionieri italiani: “Sulle norme Antitrust e fiscali l’Unione europea è ancora indietro”

Silvia Moretto

di Alberto Quarati

Genova – Silvia Moretto, amministratore delegato di Db Group, ha traghettato la Fedespedi - la federazione italiana degli spedizionieri internazionali, che quest’anno compie 75 anni - nel triennio difficile della pandemia e della crisi delle materie prime. Oggi a Venezia si tiene l’assemblea generale associativa, con esperti del settore e il ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.
 
E anche ora, il contesto è imprevedibile. Quali sono le vostre istanze?
 
«Vede, la crisi pandemica, gli effetti che questa ha avuto e continua ad avere nella catena logistica, l’attuale situazione di conflitto in Europa, hanno messo in luce la nostra categoria. Noi siamo quelli che devono progettare il viaggio della merce. Il nostro lavoro è quindi essere flessibili, riuscire a trovare comunque una strada per far arrivare il prodotto al suo mercato di riferimento. Cosa è emerso nel corso della pandemia? Che non ci siamo mai fermati, e che la nostra flessibilità ha aiutato l’economia a non fermarsi. E così il nostro lavoro, prima del Covid dato un po’ per scontato, è stato dato il giusto riconoscimento dalle istituzioni, e questo per esempio si è riflesso nella formazione del Piano nazionale di Ripresa e resilienza. C’è la consapevolezza della nostra posizione, importante, nel sistema Paese».
 
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