Si ritirano entrambe le cordate interessate, salta la gara per la nuova Diga foranea di Genova

Dopo WeBuild-Fincantieri, anche il raggruppamento Gavio-Caltagirone ha mandato una lettera all’Autorità portuale per ritirarsi. L’opera è legata al Pnrr e deve essere ultimata nel 2026 per non perdere i finanziamenti. I costruttori: “Base d’asta troppo bassa”

La diga attuale

di Alberto Quarati

Genova –  Ieri, con «profondo rincrescimento» il raggruppamento tra WeBuild, Fincantieri, Fincosit e Sidra ha comunicato di non poter «rispondere positivamente» all’invito ricevuto a presentare l’offerta per costruire la nuova Diga foranea del porto di Genova. E questa mattina è arrivata anche la seconda lettera di rinuncia dell’altra cordata in pista, quella targata Gavio-Caltagirone.
 
Motivo: le «condizioni economiche a base di gara del tutto inadeguate, considerata anche la significativa allocazione di rischi non quantificabili in capo all’offerente e i tempi di realizzazione estremamente contenuti. L’insieme - come scrive l’ad di WeBuild al presidente del porto di Genova, Paolo Emilio Signorini - di tali elementi, non ha consentito di poter formulare un’offerta economicamente sostenibile e in linea con i canoni di serietà e professionalità del gruppo e dei suoi partner». La procedura negoziata per l’appalto integrato per la progettazione e la realizzazione della nuova Diga, valore 929 milioni di euro, scade oggi a mezzogiorno.
 
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