Logistica e vigilanza, nove arresti per bancarotta fraudolenta

Perquisizioni sono scattate a carico di ventisei persone, tra prestanome e complici della truffa, in Nord Italia. Sequestrati appartamenti, auto, contanti e preziosi per circa 500mila euro

Una centrale operativa della Guardia di Finanza

Torino - Non hanno versato i contributi all'Inps. Per una decina d'anni. È una associazione a delinquere finalizzata all'indebita compensazione e alla bancarotta fraudolenta, patrimoniale e documentale, quella scoperta dalla guardia di finanza di Torino, che ha arrestato sei persone, mentre una settima è ancora ricercata. Perquisizioni sono scattate a carico di ventisei persone, tra prestanome e complici della truffa, in Nord Italia. Sequestrati appartamenti, auto, contanti e preziosi per circa 500mila euro. Amministratori di fatto di diciassette cooperative che si occupavano di facchinaggio, logistica, vigilanza e pulizie, gli indagati non avrebbero versato contributi per circa 10 milioni di euro, facendo poi risultare compensazioni fittizie. Dall'inchiesta della guardia di finanza di Torino, coordinata da procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dal sostituto procuratore Mario Bendoni, è emerso che le cooperative - con sede fiscale a Milano, Roma e Latina e uffici a Torino, Orbassano e Perosa Argentina, ma operanti tutte in Piemonte - erano in realtà create ad hoc per coordinare 150 dipendenti.

A gestirle dei prestanome retribuiti con compensi irrisori. Gli amministratori di fatto, invece, figuravano formalmente come dipendenti e percepivano stipendi che arrivavano a superare i 5mila euro al mese. In attività per brevi periodi, le società venivano poi portate al fallimento e i dipendenti 'trasferitì a loro insaputa: un trucco per eludere eventuali controlli. Un piano studiato nei minimi particolari, che però non ha tenuto conto di un aspetto: le società erano spesso registrate con la stessa denominazione sociale e si differenziavano unicamente per la partita Iva attribuita. Le indagini dei finanziari del Gruppo Orbassano hanno preso il via nel 2009 da alcune anomalie riscontrate in una delle società. Da analisi finanziarie, intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti è emerso anche che undici persone, accusate di aver concorso nella bancarotta fraudolenta di sette società dichiarate fallite nel 2017 e nel 2018, hanno prelevato in maniera illecita liquidità dalle casse aziendali e dai conti societari.

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