Allarme Covid-19 in Serbia: il governo chiude le frontiere

Dalle 8 di stamane sono chiusi tutti i valichi di frontiera e nessuno, ad eccezione dei camion per il trasporto merci, può più entrare in Serbia

Un'autostrada deserta nei pressi di Belgrado

Belgrado - In Serbia nelle ultime ore sono stati confermati 15 nuovi casi di contagio da coronavirus, portando il totale a 118. Ne ha dato notizia il ministero della sanità.

Dalle 8 di stamane sono chiusi tutti i valichi di frontiera e nessuno, ad eccezione dei camion per il trasporto merci, può più entrare in Serbia. Una ulteriore misura restrittiva questa annunciata ieri sera dal presidente Aleksandar Vucic per arrestare il flusso continuo di serbi che tornano in patria dall'estero, in prevalenza Austria, Italia, Germania, Francia e Svizzera. Un fenomeno che aumenta il rischio di contagio e appesantisce la situazione nelle strutture sanitarie. Dal 14 marzo nel Paese hanno fatto ritorno circa 76 mila serbi che vivono e lavorano all'estero, secondo il ministero dell'interno.

Chi arriva dall'estero è obbligato a 14 giorni di quarantena. Nel Paese è in vigore il divieto totale e assoluto di uscire di casa per gli ultra 65enni, mentre dalle 20 alle 5 c'è il coprifuoco e nessuno può andare in giro. Per violazione di tale divieto, la notte scorsa sono state arrestate 154 persone, ha detto il ministro dell'interno Nebojsa Stefanovic. Negozi, caffè e ristoranti restano aperti ma con orari ridotti e limitazioni per la distanza tra le persone. Da ieri sono sospesi tutti i collegamenti aerei, mentre oggi a mezzogiorno cesseranno i collegamenti interni in tutta la Serbia, stradali, ferroviari, fluviali.

 

 

 


 

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