La seconda vita dei container, la nuova frontiera dell’architettura / IL CASO

Napoli - Chi ha detto che i container possono servire solo per la movimentazione della merce? Non solo cargo, quindi. I container, possono essere elementi di design paesaggistico. È quanto emerge dall’innovativa attività realizzata da uno studio di architettura all’avanguardia, Lot-Ek

di Elisa Gosti

Napoli - Chi ha detto che i container possono servire solo per la movimentazione della merce? Non solo cargo, quindi. I container, possono essere elementi di design paesaggistico. È quanto emerge dall’innovativa attività realizzata da uno studio di architettura all’avanguardia, Lot-Ek, specializzato del riutilizzo – anche definito upcycling – di oggetti industriali. Tra questi anche i container da 40 piedi, che vengono letteralmente tagliati, aperti e svuotati per creare edifici con concept di alto livello e altre strutture complesse.Lot-Ek, che ha sede a New York, ha inserito negli Stati Uniti, ma anche a Napoli, i box per la realizzazione di moltissimi progetti di design in tutto il mondo. Gli esempi sono numerosi. Per esempio il Qiyun Mountain Camp nella regione dello Huangshan, in Cina, l’Apap Art School di Anyang in Corea, ma anche un edificio multifuzionale a Staten Island e una scuola di architettura ad Aarhus, in Danimarca. In particolare uno dei più recenti progetti ha avuto risonanza a livello globale.

Si tratta di quello realizzato dallo studio Lot-Ek in collaborazione con Jr, un artista di strada francese conosciuto per le sue installazioni di grandi murales in spazi pubblici, interventi eseguiti talvolta anche senza aver ottenuto il permesso dei proprietari e senza aver compiuto i necessari adempimenti burocratici. L’installazione è conosciuta come “Triangle STACK #2”: lo studio Lot-Ek ha progettato una struttura ad hoc utilizzando 16 container. La costruzione supporta un murales in scala urbana realizzato dall’artista che è stato intitolato “The Chronicles of New York City” e rappresenta un collage di fotografie scattate da oltre un migliaio di newyorkesi. L’installazione artistica è stata collocata presso Domino Park, una volta sede della Domino Sugar Factory, nel quartiere di Williamsburg a Brooklyn. Ci troviamo nelle immediate vicinanze del Brooklyn Museum, che ospita una collezione di murales realizzati proprio da JR, oltre a fotografie, video e film. L’opera è visitabile non solo dai turisti: per permetterne la fruizione anche a chi non può recarsi nella Grande Mela, infatti, è possibile accedere a numerosi contenuti tramite i social media, in particolare seguendo i profili Instagram del Brooklyn Museum e della Lot-Ek. Con il termine “upcycling”, che spesso si traduce in italiano con “attività di riciclo e di ricondizionamento”, si intende l’utilizzo dei cosiddetti materiali di scarto per la progettazione di nuovi oggetti: questi, una volta conclusa l’azione di recupero, avranno un valore maggiore rispetto al materiale di provenienza. Quindi riutilizzo ma anche riciclo creativo. Il valore aggiunto – che il termine inglese “upcycling” rende al meglio - risiede proprio nella crescita di valore, che avviene grazie alla lavorazione della materia di origine. I vantaggi di questo tipo di operazione, ottenuti riducendo il costo della produzione di nuovi oggetti, sono innanzitutto energetici e ambientali. Lot-Ek Architecture and Design è uno studio di architettura internazionale specializzato nell’upcycling technology, grazie all’utilizzo di oggetti industriali e infrastrutturali, tra i quali anche i cosiddetti “shipping container”. Un metodo innovativo, che guarda al futuro.I benefici di questa tecnica, come sostiene lo stesso studio di architettura sul proprio sito web, sono molteplici.

Si possono misurare in termini di sostenibilità, sia ambientale che economica, e di modularità - grazie alla natura stessa dei box che li rende estremamente flessibili e adatti ad essere impiegati per la realizzazione di strutture di diversa tipologia - ma anche in riferimento alla durata, grazie alla qualità dei materiali, e all’efficienza.

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