«Porti e dogane, agevolate la merce»

Genova - «E’ cruciale che le amministrazioni doganali e le Autorità marittime e portuali e amministrazioni doganali agevolino il flusso della merce»: a lanciare l’appello sono le due maggiori istituzioni internazionali delle dogane e dei trasporti marittimi, ossia l’Organizzazione mondiale delle dogane (Wco) e l’Organizzazione marittima internazionale (Imo).

di Alberto Ghiara

Genova - «E’ cruciale che le amministrazioni doganali e le Autorità marittime e portuali e amministrazioni doganali agevolino il flusso della merce»: a lanciare l’appello sono le due maggiori istituzioni internazionali delle dogane e dei trasporti marittimi, ossia l’Organizzazione mondiale delle dogane (Wco) e l’Organizzazione marittima internazionale (Imo).

L’intervento cerca di contrastare il proliferare di misure di tutela della salute pubblica che vengono adottate in ordine sparso in tutto il mondo senza un coordinamento internazionale, e spesso senza che ne sia confermata l’effettiva necessità.

Misure che si vanno ad aggiungere a quelle che, soprattutto nell’ultimo anno, traducevano nella pratica le misure protezionistiche nei confronti del commercio internazionale. In una situazione in cui mancano le certezze, è fisiologico che i governi preferiscano peccare per eccesso di prudenza.

Wco e Imo suonano il campanello d’allarme sul fatto che però questi eccessi potrebbero essere controproducenti, anche in un’ottica di salute pubblica.

Kunio Mikuriya, segretario generale Wco, e Kitack Lim, segretario generale Imo, notano come la domanda e la movimentazione transfrontaliera di beni di soccorso, come dispositivi di protezione, medicine e attrezzature mediche, sono aumentate drasticamente: «Come sottolineato dall’Organizzazione mondiale della sanità - affermano - le restrizioni possono interrompere, assieme agli affari, anche gli aiuti e i supporti tecnici necessari e possono avere effetti sociali e economici negativi sui paesi colpiti». Di qui l’appello alle amministrazioni nazionali, che sono rappresentate nelle due organizzazioni internazionali, a agevolare i traffici, «non soltanto i beni per i soccorsi, ma la merce in generale, per aiutare a minimizzare l’impatto globale della pandemia di Covid-19 sulle economie e le società».

La mossa congiunta delle due associazioni è una spinta importante a superare i colli di bottiglia burocratici, approfittando dell’urgenza a cui sono esposti tutti i paesi del mondo. E’ anche un riconoscimento che si possa fare di più in questo senso, volendo. E che la situazione attuale impone di guardare oltre le rendite di posizione: «Alle amministrazioni doganali - dicono Mikuriya e Lim - e alle Autorità marittime e portuali è fortemente raccomandato di adottare un approccio coordinato e proattivo, assieme a tutte le agenzie coinvolte, per assicurare l’integrità e la continuità della catena di distribuzione globale, in modo che il flusso di merci via mare non sia interrotto per motivi inutili».

Per un paese come l’Italia, l’appello potrebbe a esempio essere l’occasione per superare le resistenze che finora hanno impedito l’entrata in funzione dello sportello unico dei controlli nei porti, a causa del mancato coordinamento delle diverse amministrazioni che vi operano.

A livello globale le urgenze più sentite dal settore marittimo sono oggi il ricambio degli equipaggi sulle navi e l’accumularsi di merci sulle banchine, non ritirate per la chiusura delle fabbriche.

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