I contributi all'Authority dei trasporti diventano un caso. Confetra: "Chiudiamola"

L’Authority dei trasporti ha innescato una reazione a catena che si è trasformata rapidamente in un assedio per Andrea Camanzi. Il ragionamento di Art è più articolato, ma il senso è quello: per funzionare l’Authority ha bisogno delle quote degli operatori

di Simone Gallotti

Genova - Hanno guadagnato - e tanto - ed è giusto che adesso gli operatori del settore paghino. L’Authority dei trasporti ha innescato una reazione a catena che si è trasformata rapidamente in un assedio per Andrea Camanzi. Il ragionamento di Art è più articolato, ma il senso è quello: per funzionare l’Authority ha bisogno delle quote degli operatori. Ma con il coronavirus le imprese dello shipping e delle logistica sono in difficoltà e così hanno chiesto una moratoria sul pagamento delle quote. E su questo tema hanno cercato anche la sponda del governo. Non è un caso quindi che la riposta arrivata ad Assiterminal con la lunga lettera di Camanzi pubblicata dal sito ShipMag, sia indirizzata anche alla ministra Paola De Micheli. Art gela così le richieste delle aziende: «Il contributo riguarda il fatturato di anni precedenti a quello corrente: esercizi che, come evidenziano i risultati economici e finanziari annunciati, sono stati certamente positivi per i gestori delle infrastrutture e la maggior parte delle imprese del settore». Ed è subito partita la polemica. Confetra, la confederazione della logistica sentenzia: «Art va chiusa» e il presidente Guido Nicolini spiega: «L’Authority ora torni a limitare i suoi poteri di regolazione alle sole infrastrutture gestite in regime di monopolio naturale. Solo questo. E che i suoi costi di funzionamento ricadano sulla fiscalità generale, non sui regolati, se proprio la si deve lasciare in vita. Altrimenti meglio riportare questa unica funzione regolatoria utile in seno all'Antitrust, e chiuderla. Nessuno ne sentirebbe la mancanza».

Anche Assiterminal, che aveva chiesto la sospensione del contributo, va giù dura: «E’ già sottile di suo il confine tra ente inutile e ente dannoso. Sino ad oggi potevamo avere ancora qualche dubbio, ma dopo la risposta di Art alla richiesta di temporanea sospensione del pagamento dei contributi per il suo funzionamento ogni dubbio è fugato. Art appartiene alla seconda categoria». Ma è anche la politica ad attaccare l’Authority di Camanzi: «La Lega ha presentato un’interrogazione urgente al ministro De Micheli per sapere quali ragioni ci siano a monte della mancata sospensione, per l’anno in corso, dei versamenti a carico delle imprese, danneggiate dall’emergenza Covid-19. Inoltre, chiediamo che il governo si attivi, con la massima sollecitudine, nella sospensione» dice Edoardo Rixi, responsabile dei trasporti della Lega. Mentre nel Pd ieri si registravano malumori anche per aver esposto la ministra dei Trasporti, Raffaella Paita (Italia Viva) difende l’Authority: «Trovo che la discussione su Art così come impostata nel dibattito politico non solo non condurrà a nulla ma rischia una inutile contrapposizione. A Rixi che sostiene la chiusura mi viene spontaneo chiedere: perché non lo ha fatto quando era al governo?». La questione spagnola Intanto ieri teneva banco ancora la questione del ricorso di Bilbao contro l’Europa che vuole far pagare le tasse ai porti spagnoli e italiani. Ma da Assoporti arriva una chiusura: «Il ricorso di Bilbao non mi risulta sia sostenuto anche da Puertos del Estado - spiega Francesco Maria Di Majo, numero uno di Civitavecchia e responsabile delle questioni europee per l’associazione degli scali - Madrid poi aveva già approvato senza condizioni le misure europee. A questo punto allearsi con Bilbao sarebbe per il governo italiano quantomeno bizzarro. Vediamo cosa deciderà per noi la Commissione e poi decideremo». —

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