Passaggio di consegne a Saimare, Muratore lascia la guida a Giachino

Genova - L’era di Renzo Muratore è durata 30 anni. Adesso inizia quella di Mino Giachino. Il colosso delle spedizioni cambia timoniere, ma è un avvicendamento storico: da un ex presidente di Regione a un ex sottosegretario. Ieri il cda dell’azienda che raduna alcune delle principali famiglie dello shipping

di Simone Gallotti

Genova - L’era di Renzo Muratore è durata 30 anni. Adesso inizia quella di Mino Giachino. Il colosso delle spedizioni cambia timoniere, ma è un avvicendamento storico: da un ex presidente di Regione a un ex sottosegretario. Ieri il cda dell’azienda che raduna alcune delle principali famiglie dello shipping (Spinelli, Cosulich, Clerici e Scerni) ha dato il via libera: Mino Giachino sarà presidente e amministratore delegato della società. L’ex membro del governo, esponente di Forza Italia, unirà così le deleghe presidenziali che già deteneva a quelle più operative che sono rimaste invece per oltre 30 anni nelle mani di Muratore: «Abbiamo chiuso molto bene, in utile, il 2019 e siamo pronti alla sfida del 2020. Come andrà? Beh molto dipende da quali strumenti metterà in campo il governo» spiega Giachino che ha parole di stima per l’ormai ex amministratore delegato: «Ha fatto tanto e bene per l’azienda». Muratore a 80 anni però non si ferma: «Vado via, ma mantengo ottimi rapporti con l’azienda - dice al Secolo XIX-TheMediTelgraph -. Avevo però bisogno di un’altra avventura e sono diventato direttore generale del gruppo Bucchioni». Il dualismo tra i due è però cosa nota sulle banchine del porto di Genova, ma alla fine Giachino ha giocato l’asso pigliatutto e ora governa l’intera Saimare.

Muratore è stato esponente di spicco del socialismo ligure: consigliere regionale per il garofano per 10 anni sino al 1995, due volte assessore, vicepresidente e infine presidente della giunta regionale per qualche mese, anche se la sua carriera non si è limitata solo alla politica, ma è proseguita poi nelle aziende tra cui appunto Saimare. Giachino è uomo di Forza Italia, nato nella Democrazia Cristiana. Il suo cavallo di battaglia sono state le misure a favore dell’autotrasporto, ferrobonus e marebonus: «Ora serve un salto di qualità se il Paese vuole superare questa crisi: i primi due decreti del governo sono largamente insufficienti e il futuro delle imprese passa dal prossimo provvedimento - spiega Giachino -. Servirebbe subito lo sportello unico nei porti: è una misura a costo zero in grado di rilanciare la portualità. Poi la diga che sarà il perno dello sviluppo delle banchine di Sampierdarena e la gronda per completare il quadro. Infine è necessario accelerare i tempi di pagamento per l’autotrasporto». Per Giachino è questo il momento di osare, anche in Europa: «Bisogna andare a Bruxelles e imporsi: loro devono pagare la realizzazione delle reti Ten-T, noi possiamo costruire le altre infrastrutture necessarie al settore della logistica». Il numero uno della Saimare continua: «Sono stupito che il pacchetto-Infrastrutture da sbloccare sia ancora bloccato. Non è bastata la lezione della Tav? - continua l’ex sottosegretario - Opere mirate come la Tav, il Brennero, la Gronda, la nuova diga al porto di Genova, potrebbero rendere molto più competitive le nostre esportazioni e quindi contribuire alla crescita del Paese. Così come sono urgentissimi lavori di manutenzione straordinaria ai ponti e viadotti sul sistema autostradale ligure, lombardo e piemontese».

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