«Spedizioni internazionali, tengono le merci pericolose» / INTERVISTA

Napoli - D LOG - Global Supply Chain Solutions è un moderna realtà attiva nel settore dei trasporti nazionali, internazionali e della logistica – spiega il Ceo, Claudio Clerici -. Nasce nel 2017 dalla fusione (persone e aziende) di manager provenienti da importanti aziende operative in diversi campi della logistica, dello shipping, dei terminal, dei trasporti terrestri e ferroviari

Napoli - «D LOG - Global Supply Chain Solutions è un moderna realtà attiva nel settore dei trasporti nazionali, internazionali e della logistica – spiega il Ceo, Claudio Clerici -. Nasce nel 2017 dalla fusione (persone e aziende) di manager provenienti da importanti aziende operative in diversi campi della logistica, dello shipping, dei terminal, dei trasporti terrestri e ferroviari. L’obiettivo di D Log è quello fornire servizi di logistica integrata ai propri clienti con servizi ad alto valore aggiunto come trasporti, eccezionali, di merce pericolose e/o merci granulari, attività di consulenza doganale oltre al supporto nella migliore scelta dell’operatore marittimo, aereo, ferroviario. Il team è composto dal giusto mix di veterani e junior, con un’elevatissima attenzione al miglioramento continuo e alla conoscenza delle normative. Soprattutto, in D Log c’è la cultura di creare relazioni win-win tra clienti e fornitori strategici, come ci definiamo. L’azienda ha sede nelle immediate adiacenze del porto di Napoli , presso l’ex Terminal Granili con circa 35 mila metri quadrati di terminal, utilizzato prevalentemente per lo stoccaggio dei container vuoti delle principali linee di navigazione. L’obiettivo è quello di ottimizzare l’intera supply chain aziendale evitando strozzature e garantendo un’efficiente soluzione logistica e gestionale».

Quali sono le prerogative della vostra organizzazione?
«Anzitutto il team. Il motore trainante di D log è la gente, le persone, i caratteri, la capacità di fare squadra dinanzi alle avversità raggiungendo i traguardi prefissati con ottima soddisfazione personale e dei clienti. Poi ci sono i valori: la vera anima di D Log è la passione di tutte le persone che ci lavorano. Le competenze di chi opera in D log unite alla loro voglia di far bene sono il motore che crea valore per tutto il team. La morale è uno dei punti cardini di D log; sin dalla nascita di questa azienda, condividiamo principi di onestà, trasparenza, integrità lealtà e riservatezza nei confronti delle persone che operano in contatto con noi. La vera ricchezza si produce quando si raggiunge la soddisfazione di tutti gli stakeholder coinvolti: dipendenti, clienti, ambiente, comunità locali che ci ospitano. Poi c’è la competenza: D log fonda il suo successo sulle competenze acquisite nel tempo e sulla sete di conoscenza che la accompagna ogni giorno. Si punta al raggiungimento dei più alti risultati attraverso un sistema di valorizzazione delle competenze interne all’azienda, soddisfacendo i loro fabbisogni di formazione, di sicurezza, di prevenzione e di salubrità dei luoghi di lavoro. Grande attenzione è riservata al rinnovamento: D log è proiettata verso il futuro, rivolge lo sguardo verso l’evoluzione e l’innovazione con un spirito propositivo e di adattamento con il contributo di idee e flessibilità di tutti».

Come descriverebbe la mission dell’azienda?
«Fornire soluzioni logistiche affidabili e competenti che permettano il trasporto globale in qualsiasi forma e ovunque nel mondo».

Come state affrontando questo periodo di emergenza sanitaria? Come vi siete attrezzati per reagire a questa situazione?
«Con prudenza, come previsto dai vari decreti presidenziali. D Log appartiene a quelle categorie strategiche per il Paese, pertanto la nostra attività non si è mai fermata. D’altro canto però il modo di lavorare è radicalmente cambiato: per il 50% degli addetti di ufficio è stato disposto lo strumento dello smart working, delle video conferenze per attuare il distanziamento sociale. Per il personale viaggiante e/o operativo invece sono stati forniti tutti i dispositivi di protezione individuale per prevenire la diffusione del contagio, oltre a istituire un’apposita formazione in tal senso e un comitato interno. Oggi possiamo fortunatamente confermare di non avere avuto nessun caso».

Quali sono le prospettive per i prossimi mesi?
«Le prospettive dei prossimi mesi per il dipartimento trasporti terrestri, essendo questo un’estensione del mondo industriale-manifatturiero, sono quelle di una lieve ripresa dei volumi persi nei mesi di marzo e aprile; per quanto riguarda invece il dipartimento spedizioni internazionali, avendo come principale attività quella della gestione di merce pericolosa, rifiuti pericolosi e non - ovvero essendo in un settore di nicchia, dove sono necessarie elevatissime competenze - crediamo, anche alla luce dello scenario nazionale ed europeo, in una forte crescita nel 2020 rispetto al 2019. In questi giorni le principali compagnie di navigazione che collaborano con noi sono rimate molto stupide dal fatto che per i prossimi mesi non abbiamo rivisto al ribasso i nostri budget, anzi in alcuni casi abbiamo previsto degli incrementi».

Come giudica la risposta dell’Italia alla pandemia?
«L’Italia sotto il profilo sanitario ha tenuto alla grande, lo denota il fatto che siamo stati i primi in Europa a venir colpiti da questo virus, e che a ruota tutti gli altri Stati membri hanno tal quale emulato i nostri provvedimenti. Credo che quando tutta questa brutta storia sarà finita, l’Italia avrà fatto scuola sotto il profilo sanitario. Unico rammarico, la disarmonizzazione tra le regioni sull’argomento. Sotto il profilo industriale, invece lo scenario è ben diverso; gli strumenti attuati dal governo, seppur con una finalità eticamente giusta, hanno avuto e stanno avendo una lentezza burocratica che il mercato del lavoro e dell’industria - che viaggia a dei ritmi completamente diversi, direi serratissimi - non può reggere, basti pensare che a oggi non sono state erogati ancora Cid, Cigo, Fis eccetera, di fatto mettendo in crisi i rapporti delle Pmi con la risorsa più importante che hanno, ovvero il proprio capitale umano; il decreto Liquidità è uno strumento non automatico, ma oserei definirlo ricco di insidie burocratiche, che prevede la nomina di una o più risorse dedicate per la riuscita del progetto. In altri Paesi, lo strumento della liquidità mi dicono sia quasi automatizzato e soprattutto celere. Credo che comunque la nostra caparbietà, la nostra capacità di risorgere dai problemi e la nostra creatività come in ogni grande crisi, ci dimostrerà di che pasta sono fatti gli italiani: ne usciremo sicuramente vincitori, bisogna non perdere l’entusiasmo di governare un’azienda, l’entusiasmo di consumare una bevanda, l’entusiasmo di fare nuovamente una passeggiata».

Quali vantaggi offre oggi il fatto di lavorare in Italia?
«Più che vantaggi parlerei di risorse: l’Italia, che pure ha delocalizzato industrie primarie e ceduto brand di altissimo valore, rappresenta ancora tutt’oggi una dei Paesi più belli del mondo, ricco di storia, di paesaggi, di know-how e ha ancora - non dimentichiamocelo - una fittissima rete di Pmi con delle eccellenze tutte proprie che il mondo ci invidia. Noi come azienda di logistica, siamo nella catena del valore di queste eccellenti aziende come partner strategico, pertanto se lavoriamo bene, siamo aperti al dialogo e al confronto; se condividiamo strategie, possiamo beneficiare l’un con l’altro nella crescita di volumi e fatturato. I numeri parlano chiaro: il trend dell’export del Made in Italy è in costante crescita da anni. Pertanto, sia personalmente, sia come rappresentante di D Log, credo fortemente nell’associazionismo, nelle reti d’impresa e nella chiara condivisione degli obiettivi di lungo periodo con i nostri clienti. A questo scopo abbiamo aderito sia ad associazioni di settore come la Federazione autotrasportatori italiani, ma allo stesso tempo all’Unione degli industriali, oltre a essere inseriti in alcuni primari network internazionali di imprese. Tale connessione è auspicabile non solo tra privati ma anche con le istituzioni pubbliche, locali-regionali e governative: allora si che il Paese riprenderà a correre. Non va dimenticato però che tutto questo va sempre accompagnato da politiche di miglioramento continuo: infatti noi come D log stiamo perseguendo su più fronti questo obiettivo, attraverso l’ottenimento di certificazioni di qualità, formazione del personale con dei corsi specifici, e abbiamo costante aggiornamento sulla sicurezza del lavoro, caposaldo nella nostra organizzazione. La mia fortuna è quella di avere un azionariato che condivide la mia visione dell’azienda e del suo futuro».

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