"L'Italia guardi di più ai Balcani e all'Europa dell'Est"

Spazi di crescita sono evidenti anche nel sostegno all'economia reale di queste regioni. Anche in campo finanziario la regione presenta grandi margini di crescita e sviluppo

Trieste - Per uscire dalla crisi e entrare in una fase di ripresa economica sostenibile e duratura l'Italia può guardare con fiducia ai mercati dei Balcani e del Sud-Est Europa: un'area con livelli di sviluppo e convergenza verso gli standard dell'Ue ancora molto differenziati ma «ritenuta strategica». È il messaggio lanciato ieri dal "Trieste Eastern Europe Investments Forum", evento promosso dalla Federazione Banche Assicurazioni e Finanza e dal Mib di Trieste. Con una quota sull'export extra Ue dell'1,6%i Paesi dell'area non rappresentano ancora un mercato di sbocco di primo livello per l'Unione europea ma si rivelano potenzialmente un partner economico di rilievo. L'Italia, infatti, ha ricordato Paolo Garonna, segretario generale di FeBaf, rappresenta il secondo partner Ue dietro la Germania nei Balcani occidentali, con una quota del 15,1%. Per questo «non appare un obiettivo irrealistico arrivare al primo posto nei prossimi anni».

Spazi di crescita sono evidenti anche nel sostegno all'economia reale di queste regioni. Anche in campo finanziario la regione presenta grandi margini di crescita e sviluppo. Come dimostra lo studio sugli investimenti nell'Europa centro orientale presentato al Forum, la maggior parte di queste economie sono infatti caratterizzate da settori bancari differenziati e in evoluzione, da un notevole e diffuso livello di sottoassicurazione e da mercati dei capitali ancora poco sviluppati. Tutti elementi che, combinati alla presenza di molte imprese italiane, rafforzano le prospettive del settore bancario e delle assicurazioni, fondi, imprese finanziarie che già operano in quelle aree o intendono farlo. Una macroarea ritenuta «strategica», per il Gruppo Generali, come ha ricordato intervenendo lo stesso presidente, Gabriele Galateri di Genola. E dove per il settore assicurativo esistono importanti opportunità, «in particolare nei settori delle infrastrutture», e «pensionistico», ha aggiunto.

E sempre sul fronte assicurativo, è intervenuto Dario Focarelli, direttore generale Ania, che ha sottolineato quanto «il settore assicurativo vuole giocare la propria parte, affrontando le nuove sfide: in particolare attraverso lo sviluppo di prodotti che coprano i rischi di pandemia e la protezione degli anziani e supportando anche il Recovery Plan lanciato dalla Ue». Per rilancio serviranno infine anche servizi finanziari sempre più innovativi come ha sottolineato Pierfrancesco Gaggi di Abi.

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